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Jun 16th

cosa c'è dietro alle proteste dei lavoratori cinesi?

By alessandro
cosa c'è dietro alle proteste dei lavoratori cinesi?

Una serie di proteste nelle fabbriche straniere nella Cina meridionale, specialmente in aziende fornitrici di Honda e in suoi stabilimenti di assemblaggio, ha acceso i riflettori sulle richieste dei giovani lavoratori cinesi, emigrati in zone manifatturiere dalla campagna e dalle aree economiche meno sviluppate.

Una serie di suicidi alla Foxconn, produttore di elettronica con un grande stabilimento nel sud della Cina, ha amplificato l'attenzione riservata ai malumori, diffusi e in crescita tra i lavoratori delle fabbriche.

Di seguito alcune domande e risposte sulle rivendicazioni.

QUANTO E' SERIA LA SITUAZIONE?

I disordini sono localizzati e dovrebbero rimanere tali, ma le implicazioni si potrebbero far sentire su vasta scala.

Gli scioperi riportati sin da maggio hanno colpito alcune fabbriche senza però fermare la produzione, che ha subito soltanto una flessione, soprattutto negli stabilimenti di Honda. Ma le rivendicazioni indicano che i giovani lavoratori immigrati si aspettano condizioni lavorative e salariali migliori rispetto a quelle accettate dai loro genitori. I giovani si sentono anche sottopagati rispetto all'aumento dei prezzi e degli standard di vita.

Le sollevazioni della forza lavoro sono aumentate negli ultimi anni nella zona costiera cinese, vasta area industriale.

Gli organizzatori degli scioperi nelle fabbriche Honda hanno mostrato che le generazioni di lavoratori più giovani -- con le loro aspettative più alte e con una buona capacità di mobilitazione grazie all'uso di Internet e di cellulari -- potrebbero rappresentare una sfida difficile per dirigenti e funzionari.

I cambiamenti demografici potrebbero anche dare ai lavoratori maggiore forza contrattuale.

Il numero di cinesi di età compresa tra i 15 e i 24 anni si è mantenuto negli scorsi 20 anni compreso tra 200 e 225 milioni. Secondo un economista della società di consulenza Dragonomics di Pechino, questo numero potrebbe subire un ridimensionamento, pari a un terzo nei prossimi 12 anni.

COSA STANNO CHIEDENDO I LAVORATORI?

Per lo più vogliono aumenti salari, ma si sono rivelati reattivi a qualsiasi tentativo da parte della dirigenza di minacciare la loro coesione.

I lavoratori delle fabbriche legate a Honda si sono lamentati degli orari di lavoro, incluso l'obbligo di straordinari, e dei salari che spesso non superano i 1.000-2.000 yuan (120-240 euro) al mese. Hanno chiesto aumenti salariali di diverse centinaia di yuan al mese.

Alcune recenti rivendicazioni hanno portato ad aumenti salariali consistenti, incluso un aumento del 66% ai lavoratori della Foxconn, e il 20% in più per i lavoratori di una catena di montaggio Honda. Le aziende fornitrici di componenti automobilistici hanno offerto aumenti salariali minori.

In molte fabbriche private cinesi, i sindacati statali non esistono o subiscono comunque l'influenza del management. Alcuni lavoratori in sciopero hanno detto di voler formare sindacati indipendenti, ma la richiesta non ha ottenuto comunque un consenso generalizzato e diffuso.

LE SOLLEVAZIONI POTREBBERO ESPANDERSI?

Potrebbero, specialmente nelle fabbriche nei pressi di Shenzhen e Dongguan nella Cina meridionale, dove il malcontento dei lavoratori immigrati sta aumentando.

Ma anche in questa zona, la grande maggioranza delle fabbriche continua a lavorare e a produrre come di consueto. La risposta principale dei lavoratori alle condizioni insoddisfacenti non è lo sciopero: i lavoratori piuttosto rassegnano le proprie dimissioni, lasciando nel buio la loro insoddisfazione.

L'esempio di Honda, comunque, potrebbe stimolare rivendicazioni in altre fabbriche. I media statali non hanno dato molto spazio alle sollevazioni, ma il messaggio sta passando velocemente tra i lavoratori attraverso Internet.

Sembra comunque poco probabile che gli scioperi, dalla zona manifatturiera nel sud della Cina, possano espandersi sul territorio conquistando una dimensione nazionale.

Anche i lavoratori delle fabbriche statali hanno motivi per scioperare, specialmente quando le aziende sono state privatizzate facilitando corruzione e facili affarismi.

D'altra parte, però, questi lavoratori sono più vecchi e hanno poco a che fare con i lavoratori immigrati dalla campagna. Non è quindi probabile un'alleanza.

In altre aziende statali, invece, la forte crescita economica ha comportato automaticamente aumenti di profitti e salari. I lavoratori di queste aziende non sembrano quindi propensi a scontrarsi contro la dirigenza.

COSA FARA' IL GOVERNO?

Ci si aspetta una reazione lenta e non cambiamenti immediati e drastici.

Il governo cinese deve subire pressioni da diversi soggetti, rendendo probabili risposte contingenti e di basso profilo, diverse da zona a zona.

Il presidente cinese Hu Jintao e il premier Wen Jiabao hanno dichiarato che il miglioramento delle condizioni lavorative e assistenziali dei contadini e dei lavoratori ordinari è un punto centrale nelle loro politiche.

Ma gran parte delle esportazioni del paese ha fatto affidamento sul lavoro a basso costo. In particolare, i funzionari locali potrebbero essere restii a rischiare di perdere i loro investimenti permettendo aumenti salariali.

I leader cinesi hanno finora evitato di rilasciare commenti sugli scioperi, forse nell'intento di evitare di agitare ulteriormente le acque.

Negli scorsi anni, il governo cinese ha allentato progressivamente la morsa sui lavoratori, considerando sempre meno gli scioperi una minaccia al proprio controllo. Il governo ha permesso ai lavoratori di reclamare e ha evitato di usare la forza per sedare gli scioperi.

I lavoratori sostengono spesso l'inutilità delle procedure pensate per sollevare questioni care ai lavoratori. Il governo potrebbe cercare di renderle più efficienti.

Se le rivendicazioni dei lavoratori dovessero espandersi e acquisire una connotazione politica, abbracciando le richieste di sindacati indipendenti, il governo potrebbe rispondere procedendo all'arresto e alla detenzione degli organizzatori degli scioperi

Jun 15th

Il Prosciutto Toscano protagonista a Hong Kong

By alessandro

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Il Prosciutto Toscano protagonista a Hong Kong

Dal 17 al 20 giugno in promozione negli store della catena City Super di Hong Kong

 Per la seconda volta il Prosciutto Toscano sarà protagonista dal 17 al 20 giugno di una promozione nei diversi punti vendita della catena City Super di Hong Kong.
Durante il periodo promozionale si svolgeranno una serie di incontri di formazione allo staff della catena di distribuzione e di informazione ai consumatori che frequentano i punti vendita della City Super.
Il tutto sarà preceduto da una conferenza stampa per informare i media di questa iniziativa ed invitare i consumatori a recarsi nei supermercati per assaggiare una vera specialità Made in Italy.

A rappresentare il Consorzio e a fare promozione per il Prosciutto Toscano ci saranno il responsabile del Consorzio Walter Giorgi ed il Presidente Fabio Viani. Sarà adesso fondamentale promuovere la conoscenza di questo prodotto che, per i consumatori cinesi è, senza dubbio, “esotico”. Tuttavia, il termine Prosciutto in cinese significa “coscia asciugata al vento”, termine, quindi, che spiega già di cosa si tratta. Questo è un fattore di grande apprezzamento per un popolo la cui lingua non si basa sulle lettere dell'alfabeto per formare delle parole, ma su ideogrammi che esprimono idee e concetti.
Ai cinesi, inoltre, piace il fatto che il prosciutto sia un pezzo intero, perché ne riconoscono subito la parte anatomica.

La produzione del 2009 del Prosciutto Toscano DOP è stata di circa 300.000 prosciutti per un corrispettivo di oltre 2.500 tonnellate e per un valore economico che supera i 40 milioni di Euro. Consorzio del Prosciutto Toscano Il Consorzio del Prosciutto Toscano, a cui aderiscono 22 Soci, è nato per salvaguardare e valorizzare il tipico prosciutto di questo territorio, che ha caratteristiche e peculiarità ben precise. I produttori, consapevoli della necessità di proteggere il Prosciutto Toscano dalla proliferazione incontrollata di altri prosciutti che avevano poco in comune con la tradizione toscana, hanno adottato un rigido disciplinare di produzione che prevede l’obbligo della “tracciabilità” dall’allevamento al consumo così da garantire all’acquirente un prodotto di eccellenza. Nel 1996 il Prosciutto Toscano ha ottenuto l’ambito riconoscimento comunitario della “Denominazione di Origine Protetta”. Da quella data può fregiarsi di tale nome solo il prosciutto prodotto in Toscana seguendo le regole dettate dal Disciplinare di Produzione, che prevede la provenienza delle cosce esclusivamente da suini nati e ingrassati in Toscana e regioni limitrofe, l’utilizzo di essenze aromatiche tipiche del territorio toscano e una lunga stagionatura.

Jun 13th

operai tentano di scioperare, scontri e 50 feriti

By alessandro
operai tentano di scioperare, scontri e 50 feriti

Decine di persone sono rimaste ferite negli scontri avvenuti in una fabbrica a Kunshan, nell'est della Cina. Una cinquantina di operai della Kok, azienda taiwanese che produce componenti in plastica per automobili, sono rimasti feriti, cinque dei quali in modo grave, dopo l'intervento delle guardie di sicurezza che cercavano di impedire ai duemila dipendenti in sciopero di manifestare.
In Cina, nell'ultimo periodo, le condizioni di lavoro nelle aziende e i salari degli operai sono divenuti oggetto di dibattito e diverse fabbriche, per la maggior parte a capitale straniero, hanno conosciuto scioperi e manifestazioni. La spirale di suicidi al colosso Foxconn, quasi mezzo milione di dipendenti, ha acuito le polemiche e aperto uno spiraglio verso concessioni, pur minime, da parte delle aziende.
«La polizia ci ha picchiato senza risparmiarci (...), senza fare distinzioni fra uomini o donne», ha dichiarato un'operaia al South China Morning Post di Hong Kong, secondo il quale ci sono stati anche 30 arresti. Un portavoce dell'azienda ha riferito laconicamente alla France Presse che il lavoro è ripreso, mentre la polizia locale non ha fatto commenti.
Su internet è stata pubblicata una lista di 13 rivendicazioni degli operai della Kok: dalla denuncia di temperature troppo elevate e odori insopportabili all'interno della fabbrica, alla richiesta di indennizzi, fino a un meccanismo di adeguamento salariale.
Anche le fabbriche di assemblaggio della giapponese Honda sono state paralizzate da scioperi per oltre una settimana, nonostante aumenti salariali fino al 24%.
Secondo gli analisti il moltiplicarsi dei conflitti sociali è da attribuire alla ripresa: i lavoratori, cui viene chiesto di lavorare di più, non accettano più salari così bassi: «Negli ultimi anni i lavoratori sono più consapevoli dei loro diritti e più motivati a difenderli», secondo Goeff Crothall del China Labour Bulletin di Hong Kong.
May 22nd

grande successo di vendite per la lammborghini Murciélago in cina

By alessandro

grande successo di vendite per la lammborghini Murciélago in cina
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In Cina dove in poco più di una settimana sono stati venduti i dieci esemplari della Murciélago LP 670-4 SuperVeloce China Limited Edition, la serie limitata presentata al Salone dell'Auto di Pechino il 23 aprile scorso.

Questo boom di ordini (parliamo di una vettura che costa 770.000 euro...) in soli dieci giorni dalla chiusura del Salone, a cui si aggiunge anche la vendita di due Murciélago LP 670-4 SuperVeloce e di cinque Gallardo, di cui due LP 570-4 Superleggera, l'ultima novità della Casa del Toro, conferma il successo della strategia di Lamborghini sul mercato cinese, basata su una politica aggressiva di espansione della rete distributiva, sostenuta da una crescente passione per le supersportive da parte del mercato automobilistico cinese. Ad oggi sono 9 le concessionarie Lamborghini presenti nelle città di Guangzhou, Shanghai, con due punti vendita, Pechino, Chengdu, Hangzhou, Xiamen, Shenzhen e Hong Kong.

Lo scorso anno la casa bolognese ha consegnato nella Repubblica Popolare Cinese 80 auto nuove, con un aumento dell'11% rispetto al 2008, e i primi quattro mesi del 2010 confermano ulteriormente il trend positivo con 62 vetture consegnate da gennaio a fine aprile in Cina e Hong Kong (+ 130%).

Intenso anche il lavoro di promozione che il marchio sta svolgendo nel paese asiatico e ne è un esempio la recente partnership tra Lamborghini e l'Expo Shanghai 2010 che ha aperto da poco i battenti e dove il brand del toro è main sponsor dello stand della città di Bologna con l'esposizione di tutta la sua gamma al gran completo.

May 22nd

ottavo suicidio alla Foxconn

By alessandro
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ottavo suicidio alla Foxconn

(ANSA) - SHANGHAI, 21 MAG - Un nuovo suicidio nella fabbrica della Foxconn, la societa' che produce componenti elettroniche anche per l'iPad della Apple. Gia' in 7 si erano tolti la vita.

Stamani all'alba un giovane di 21 anni si e' lanciato dal dormitorio per i dipendenti della societa' di Taiwan.La Foxconn,800 mila dipendenti in Cina,420 mila solo nella fabbrica di Shenzhen e' del gruppo taiwanese Hon Hai Group e ha tra i suoi clienti la Sony Ericsson e la Apple,per cui produce parti dell'Ipad e dell'Ipod.
Apr 9th

google lascia la cina

By alessandro
google lascia la cina
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Google lascia la Cina. O almeno, lascia Pechino: tutto il traffico del sito cinese di Google, Google.com.cn, è ridiretto sul sito di Hong Kong, Google.com.hk. Mountain View potrebbe decidere di espandersi in mercati come Corea del Sud e Giappone, dove finora è riuscita a conquistare solo una frazione della popolarità di cui gode in Europa e Stati Uniti. Il colosso americano ha deciso di dirottare il traffico altrove, abbandonando non il paese, ma l'autocensura che Pechino ha tentato di imporre.

Il Dipartimento di Stato americano aveva annunciato una mossa di questo tipo da parte di Google. Non c'è stato il paventato addio tout-court al grande Paese asiatico, ma uno spostamento dell'attività principale di Big G, il motore di ricerca, su un territorio libero da filtri. L'azienda manterrà un ufficio commerciale in Cina, anche se secondo le stime della Cnbc la dismissione di Google.cn potrebbe consentire a Baidu di conquistare il 95% del mercato della ricerca on line cinese. Ed aprire uno spazio anche a Bing, il motore di ricerca di Microsoft.

La Casa Bianca, in un comunicato, si dice "delusa" dal fatto che "Google e il governo cinese non siano stati in grado di raggiungere un accordo che consenta al motore di ricerca Google di continuare le sua attività in Cina". Ma la risposta di Pechino non si fa attendere: Google "ha completamente sbagliato" ad aggirare la censura, ha "violato una garanzia scritta", e il governo cinese si dice "indignato" per le "irragionevoli accuse" mosse dal gigante di Mountain View.

Cos'è successo. L'inizio ufficiale della disputa risale alla metà dello scorso gennaio, quando la versione cinese di Google, contravvenendo alle leggi,
ha rimosso i blocchi alla libera ricerca di parole e immagini. Così gli utenti di internet in Cina hanno potuto vedere e leggere cose che prima non potevano, sperimentando per la prima volta un web senza censura governativa. Ma gli attriti fra Big G e Pechino hanno in realtà avuto inizio qualche tempo prima, dopo la denuncia di alcuni attivisti cinesi dell'intromissione governativa nelle loro caselle Gmail, la posta elettronica di Google. Nei giorni successivi, numerosi giornalisti stranieri operanti in Cina hanno denunciato la violazione delle loro Gmail. Da qui in poi, lo scontro si è fatto man mano più intenso, fino all'annuncio di oggi.

Schermaglie. Tra l'apertura del web e l'abbandono della Cina, sono stati diversi
i tentativi da parte di Google di ricucire o quantomeno discutere con Pechino. Il governo cinese però è rimasto sempre inflessibile, anteponendo l'argomento della sicurezza nazionale a ogni richiesta di Big G di rimuovere obblighi di filtraggio e censura della Rete. Uno scontro intenso per i grandi interessi in ballo: con Google fuori dai giochi, il motore locale Baidu e Bing di Microsoft avrebbero da spartirsi una quota di mercato del 30%. Durante le trattative, non solo Pechino non ha receduto minimamente dalla sua posizione, ma ha anche detto che senza Google (la principale azienda del web a livello mondiale) il web in Cina avrebbe continuato a svilupparsi senza problemi. Ferri cortissimi insomma.

L'epilogo. Big G ha deciso: La Grande Muraglia è troppo stretta. Le attività di ricerca in cinese semplice vengono quindi dirottate su Hong Kong. Con la consapevolezza che Pechino potrebbe bloccare anche l'accesso a questa soluzione.  La dichiarazione di Mountain View è chiara: "Riteniamo che l'approccio di fornire ricerche non censurate in cinese semplice attraverso Hong Kong sia una soluzione ragionevole: è interamente legale e aumenterà significativamente l'accesso all'informazione dei cinesi. Ci auguriamo che il governo cinese rispetti la nostra decisione, anche se siamo consapevoli che potrebbe bloccare l'accesso ai nostri servizi".
Mar 25th

10 cose da fare a Shanghai

By alessandro
10 cose da fare a Shanghai

Grattacieli line il cielo alla ricerca sull'architettura classica e antiche pagode. Questa miscela di vecchio e nuovo turismo offre una vasta gamma di esperienze che sono sicuro di essere memorabile. Il seguente è solo un breve elenco dei luoghi e le attrazioni che Shanghai ha da offrire:
10. Peace Hotel - Questo magnifico hotel è stato costruito nel 1929 e rimasto come uno dei migliori hotel del mondo attraverso il 1930. Fai una passeggiata attraverso la hall, sala da ballo all'ottavo piano e fino al tetto di una splendida vista del Bund e Nanjing Lu.
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# 9. Shanghai World Financial Center - Per una buona panoramica della città, non c'è posto migliore che la cima di Shanghai World Financial Center di Pudong. Con 101 piani fuori terra di livello e svettanti ad un'altezza di 492m, è attualmente completato edificio più alto del mondo entro il tetto. Park Hyatt Shanghai è la componente hotel, diventando la più alta del mondo, superando il Grand Hyatt di Shanghai sulla 53o al 87o piano del vicino Jin Mao Tower.
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# 8. Xin Tian Di - ristorante più famoso di Shanghai e la zona bar è un ottimo esempio del successo dello sforzo di rinnovo urbano. I turisti e gente del posto pacco il giorno e notte strade. Xin Tian Di è diviso in Nord e Sud Blocks. Il Blocco Sud è il più moderno dei due ed è sede di uno dei primi centri commerciali della Cina principali, così come negozi, ristoranti e discoteche. Linee architettura Shikumen le vie del blocco a nord fornire un contrasto con la modernità del blocco sud.
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# 7. Yu Yuan Garden - Nel centro della Città Vecchia, a sud-ovest del Bund, il Giardino della Pace e Benessere offre una fuga dal ritmo frenetico della città circostante. Con 30 padiglioni e oltre 5 ettari, questo giardino 16 ° secolo può essere esplorata per giorni. Tra i numerosi templi e sale, il giardino roccioso Grande è il più popolare. Duemila tonnellate di rare pietre gialle sono combinati con colla di riso a formare una scultura imponente che si erge alto 46 piedi.
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# 6. Nanjing Lu - Nanjing Road è di gran lunga la via dello shopping più popolari di Shanghai. Folle marmellata la passerella pedonale per lo shopping e visite ogni giorno della settimana. Di notte le luci al neon brillano come la striscia di Las Vegas. Con centinaia di negozi e ristoranti c'è qualcosa per tutti. Si corre da ovest ad est Parco del Popolo fino al Bund.

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# 5. Tempio del Buddha di Giada - più famoso tempio di Shanghai, è noto per il suo Buddha di giada bianca ricavata da un unico pezzo di giada birmana. Portato a Shanghai nel 1881, le statue sono alloggiati in case separate tra gioielli belli e pietre. Inoltre vi sono anche sculture antiche, dipinti e preziosi cimeli culturale buddista

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# 4. Huangpu River Cruise - Con così tante opzioni da crociera diversa, non ci sono scuse per non godere di almeno una crociera sul fiume breve. Crociere variare da un rapido 30 minuti a 4 ore. Lungo il percorso, vedrai la gloria di Shanghai da una prospettiva completamente nuova. Il Bund, Jin Mao Tower, la Oriental Pearl TV Tower e Huangpu Park sono solo alcuni dei molti luoghi che per essere visto. Alcune crociere serali includono anche una cena sotto le scintillanti luci dei grattacieli di Shanghai.
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# 3. Il Bund - Questo famoso lungomare è stato il centro di Shanghai a partire dalla metà del 1800. Esso offre un sapore del passato con le strutture coloniali lungo la passeggiata e una visione del futuro attraverso il fiume in Pudong. punti di riferimento storici della città, nonché le nuove strutture del 21 ° secolo possono essere tutte visibili lungo il percorso 1 miglio. Si può ottenere molto affollato durante il giorno, quindi cercate di vedere la mattina presto con la gente del posto doing tai-chi o di notte sotto la luce di tutti gli edifici.
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# 2. Vedere la Shanghai Acrobatic Troupe - Questa compagnia di fama mondiale acrobatico compie notturne presso il Centro di Shanghai Theatre in mostra il loro talento incredibile. equilibrismi, contorsionisti, giocolieri piatto della filatura e complicati sono solo alcuni dei molti atti incredibili in mostra due ore. Ricordati di portare la macchina fotografica!
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# 1. Shanghai Museum - Considerato da molti come il miglior museo in Cina, il Museo di Shanghai ha 11 gallerie e oltre 120.000 reperti storici. The Stone Sculpture Gallery e la galleria di bronzo sono più popolari con collezioni che risale al 18 ° secolo aC Ci sono inoltre esposizioni speciali che a volte può essere molto affascinante.cose da fare a shanghai 9.jpg
Mar 23rd

Pechino tempesta di sabbia

By alessandro
Pechino tempesta di sabbia

Ancora tempeste di sabbia hanno investito la Cina, inclusa la capitale Pechino che oggi è apparsa di nuovo avvolta dalla nube giallastra di due giorni fa. Conseguenza della deforestazione nel nord e nell'ovest del Paese, le tempeste di sabbia alimentate dal vento di nord ovest hanno trasportato sabbia e polvere dalle province delle Xinjiang e di Ningxia fino al nord. Ma sono state colpite anche alcune regioni del sud del Paese.

I granelli di sabbia hanno raggiunto anche Taiwan e Hong Kong, dove il governo locale ha invitato gli abitanti a rimanere a casa e le scuole a rinviare tutte le loro manifestazioni sportive. Anche l'agenzia meteorologica cinese ha esortato la popolazione, in un messaggio sul suo sito internet a chiudere porte e finestre e a coprirsi con maschera e una sciarpa prima di uscire.

Secondo le previsioni, queste ultime tempeste di sabbia dovrebbero raggiungere domani nuovamente la Corea del Sud, già investita sabato da una di queste tempeste, la peggiore dal 2005. Stando all'Accademia delle Scienze cinesi, ad oggi si contano in Cina circa 10 tempeste di sabbia all'anno, sei volte di più degli ultimi 50 anni.

Mar 22nd

Imminente la chiusura di google in Cina , che succedera'?

By alessandro

Imminente la chiusura di google in Cina , che succedera'?

Aggiornamento: 2010/03/19 

La prospettiva di una soluzione alla situazione di Google sta dimmer ogni giorno che passa e il tempo di attesa è straziante. Se i negoziati a porte chiuse, sono ancora in corso, i media dicono che è "il 99,9 per cento certo" che la fine è vicina per il gigante internazionale della ricerca web in Cina.

Se ciò si avvera, ogni partito sarà un perdente: utenti, inserzionisti, Google stesso e il governo cinese.


Related letture:
 Google è libero di lasciare
 I dipendenti di Google restano ottimisti sulle offerte di lavoro
Google non ha fermato la censura dei risultati di ricerca
 Google per 'sopporta le conseguenze'
 
 
 
Sì, "il cielo non cadrà" - come dice il cinese va - se Google ha deciso di fare le valigie e lasciare la Cina. Altri giocatori salteranno a riempire il vuoto lasciato dal suo ritiro. Ma per molti utenti di Internet, Google è diventato uno stile di vita. La sua importanza - come l'aria, la cui esistenza può essere sentito solo quando è portato via - continuerà ad essere percepita da coloro che sono abituati alla sua "professionale, completo ed efficiente" servizio. Come si sentono gli utenti di Internet, se ne è a "Google" su una pagina web senza il familiare, ma in continuo cambiamento, il logo pop? Nessuna scusa, comunque rassicurante che sia, può diminuire il dolore gli utenti di Internet abbiano a soffrire quando viene negato l'accesso locale al mondo più grande e più efficiente servizio di ricerca web.

Per Google, nulla può essere più sconvolgente in termini di lucro di un ritiro dalla Cina, il più grande e più veloce del mondo mercato in crescita. Se può guadagnare la superiorità morale citando la censura del governo e dello Stato-backed attività di hacking come le ragioni dietro la sua uscita prevista, non vi è alcuna giustificazione diversa temerarietà per lasciare circa 400 milioni di navigatori cinesi dietro. Questo, oltre al fatto che Google conosceva l'ambiente operativo in Cina, quando la prima volta, rende la società appaiono aggressivi ed eccitabile a impegnarsi in uno scontro diretto con Pechino, che è noto per la sua storia non muovo su tutto ciò che concerne la sua regola e la sovranità.

Per il governo cinese, il ritiro di Google porta poco conforto. Sarà solo rafforzare la percezione occidentale della Cina come un violatore di piegato la libertà in internet sul staunching il libero flusso delle informazioni. Sarà inoltre possibile aggiungere benzina sul fuoco per il peggioramento delle relazioni sino-USA, già turbata da problemi che vanno da Taiwan al Tibet, dai diritti umani al commercio.

Un segreto di negoziazione di successo è compromesso. Teniamo le dita incrociate che un compromesso dell'ultimo minuto può essere fatto nei colloqui tra Google e Pechino in modo che una faccia soluzione di risparmio possono essere trovati per entrambe le parti

Mar 20th

Più food made in Italy a Pechino. Nuovi canali distributivi per le aziende

By alessandro
Più food made in Italy a Pechino. Nuovi canali distributivi per le aziende

Giovedí 18.03.2010 20:11
Food in Cina
Firmato in Cina un accordo molto importante che consentirà alle imprese dell'agroalimentare italiano di poter competere sul mercato ad armi pari con le aziende del food francesi e americane. L'Agenzia per la Cina e la Tianjin Foodstuffs Imp hanno infatti raggiunto un'intesa per distribuire i prodotti made in Italy dell'agroalimentare, appoggiandosi a una capillare piattaforma multicanale che servirà, dai supermercati ai ristoranti, tutto il territorio nazionale cinese.
 
Nella prima fase, birra, vino, spumante e prosciutto italiano, faranno da apripista alle altre eccellenze della cucina italiana, in una azione di consolidamento che mira a rendere sempre più facilmente accessibile il prodotto Italiano di qualità, alle centinaia di milioni di cinesi della nuova classe media.
 
Le prime aziende che hanno potuto beneficiare di questo accordo sono state le aziende Birra Castello Spa e Astoria Vini che hanno già attivato l’attività commerciale e ricevuto le prime proposte di acquisto nel quadro degli accordi appena sottoscritti. “Nei nostri incontri abbiamo avuto una sensazione positiva e di grande concretezza,“ ha dichiarato Giorgio Polegato, proprietario della Astroria Vini, “basti pensare che quale primo ordine di prova, abbiamo ricevuto una richiesta di 10 cointaners che rappresentano ben 130mila bottiglie su una nostra produzione annua di un milione”.
 
“Grazie al lavoro sviluppato dal Ministero”, ha dichiarato Giuseppe Micucci direttore generale della Birra Castello, “abbiamo avuto la possibilità di entrare in contatto con serie strutture della distribuzione cinese che hanno apprezzato la qualità e la serietà della nostra azione commerciale. Dall’incontro con i distributori cinesi, abbiamo avuto la sensazione del grande rispetto riservato all’Italian style. Per quanto ci riguarda, in Cina intendiamo portare il nostro stile che in controtendenza all’immaginario collettivo che associa la birra ad altre culture e paesi diversi dall’Italia, combina la nostra tradizione di mastri birrai all’Italian style, attraverso un packaging che richiamo la nostra italianità e il design italiano così apprezzato in Cina”.
 
L’accordo sottoscritto oggi, come del resto era stato deciso tra il ministero per le Politiche Agricole italiano e quello per il Commercio Cinese nell’ultima visita del ministro Zaia in Cina, rappresenta una pietra miliare nei rapporti tra le due nazione, anche per un secondo aspetto innovativo: il supporto attivo da parte italiana, alla veicolazione dei prodotti di alta qualità della cucina cinese sul territorio Italiano.
 
Supervisionato dall’attività del desk sull’Agroalimentare all’Italian Center di Shanghai, le produzione tipiche della tradizione cinese, potranno così trovare una seria distribuzione su tutto il territorio italiano, dopo che però saranno stati verificati il pieno rispetto di tutte le regolamentazioni sulla sicurezza alimentare vigenti dell’Unione Europea ed Italiana. Una garanzia per il consumatore italiano che così potrà entrare in contatto direttamente nel proprio supermercato con la “vera” cucina cinese e l’incredibile varietà che la contraddistingue, ai più ancora sconosciuta, visto che spesso si riduce ai soliti due o tre piatti importati dai ristoranti e take away cinesi.
 
Una mutua cooperazione tra Italia e Cina sull’agroalimentare, in un supporto reciproco affinché sulle rispettive reti distributive possano essere introdotti solo prodotti certificati e di alta qualità. Una collaborazione che attraverso il continuo scambio delle informazioni sui produttori ed esportatori, possa stroncare i traffici di prodotti alimentari di bassa qualità, spesso anche pericolosi per la salute stessa dei consumatori.
 
Tracciabilità, sicurezza alimentare, qualità dei sistemi logistici e di stoccaggio, qualità dei prodotti, distribuzione capillare sui rispettivi territori nazionali, sono le parole d’ordine della collaborazione a 360° attivata oggi, un modo concreto per finalmente consentire anche ai prodotti Italiani di potersi conquistare nuovi spazi in Cina, superando le barriere della grandi distribuzioni francesi ed americane che stanno facendo da filtro, favorendo i propri prodotti nazionali.
 
Un aiuto concreto alle imprese Italiane del settore, che per le loro ridotte dimensioni e l’assenza delle necessarie masse critiche, faticano a trovare i giusti spazi sui mercati internazionali presidiati dai colossi dell’Agroalimentare mondiale.
 
Ora con il supporto del desk sull’Agroalimentare all’Italian Center di Shanghai” ha sottolineato Polegato, ”intendiamo far conoscere ed apprezzare le qualità del Prosecco alla ristorazione più qualificata, non solo cinese e le grandi potenzialità di questo Spumante sui mercati internazionali.”

Da oggi infatti questo nuovo canale apre nuove e ben diverse prospettive, favorendo una riscossa del Made in Italia a tavola, in una competizione colpo su colpo ad “armi più pari” di prima, con i nostri tradizionali competitori dell’Agroalimentare.