Sicurezza alimentare: Cia, Cina regina delle frodi sul made in Italy
By alessandro24 Feb 10:54
L'agroalimentare siciliano in mostra nei punti vendita della catena cinese "City Super"
By alessandroNe dà notizia oggi l’Ufficio di Coordinamento Ice sottolineando che l’attività promozionale prevederà esposizione e decorazione promozionale, allestimento aree di promozione e "Pop", cioè la breve descrizione di ogni singolo prodotto. Oltre all’istallazione di display nei vari negozi sono state realizzate brochure promozionale e distribuzione e organizzati momenti informativi, di dimostrazione culinaria e di degustazione.
Durante il primo fine settimana della promozione saranno inoltre presenti all’ingresso dei vari negozi uno chef regionale ed esperti nei diversi settori gastronomici. (aise)
Nuovo record della VisLab dall'Italia alla Cina senza pilota
By alessandro
Negli ultimi 15 anni i ricercatori dell'ateneo parmense hanno messo a punto nuovi e sempre più sorprendenti sistemi di guida autonoma sperimentati con successo in varie occasioni (l'ultima lo scorso ottobre nel traffico di Roma con il "BRAiVE").
I progettisti hanno saputo creare una specie di eccellenza in questo settore tant'è che l'European Research Council ha selezionato il progetto VisLab per rappresentare la ricerca europea a livello mondiale e il tour dall'Italia alla Cina è solo una tappa intermedia del programma di ricerca che proseguirà fino al mese di novembre del 2013.
Per questa spedizione il sistema VisLab sarà montato su due veicoli elettrici Piaggio Porter con la funzione di guida automatica che sarà alimentata da un pannello solare posto sul tetto del mezzo di trasporto. Un veicolo sarà dotato di una versione più estrema del dispositivo per scopi di sperimentazione scientifica mentre l'altro monterà una versione più "soft" finalizzata alla fase di sfruttamento industriale.
Naturalmente le tecnologie sperimentate nel viaggio potranno essere applicate su altri tipi di veicoli e in vari campi, come ad esempio in agricoltura, per la movimentazione terra, nel settore costruzioni, o in ambienti estremi considerati a rischio per l'incolumità del guidatore.
"Oltre a muoversi in modo automatico - spiega Alberto Broggi, coordinatore del progetto - i veicoli registreranno tutti i dati durante il percorso (7 telecamere, 6 laserscanner, GPS, IMU, e odometria completa del veicolo) creando un database unico a livello mondiale che ci permetterà di ripercorrere virtualmente tutto il percorso svariate volte; l'esperienza ottenuta su un percorso così lungo ed estremo ci permetterà di validare i sistemi che sviluppiamo sia dal punto di vista del software (dovremo affrontare situazioni e scenari stradali diversissimi) che dal punto di vista hardware (i sistemi saranno messi sotto stress continuo per 3 mesi, in situazioni stradali e ambientali estreme). Sono particolarmente orgoglioso che ERC abbia selezionato il mio progetto in quanto ci da la possibilità di spingere la nostra ricerca verso argomenti che normalmente le aziende del settore tendono a non affrontare in quanto non offrono un'applicazione a breve termine. Questo ci avvantaggerà notevolmente nel prossimo futuro, quando le aziende di veicoli svilupperanno l'interesse diretto ai veicoli automatici"
Il viaggio, la cui logistica è curata da Overland (vero leader in tema di viaggi estremi), partirà dall'Italia il 10 luglio e terminerà a Shanghai, in Cina, il 10 Ottobre in concomitanza del World Expo 2010, dove i veicoli rimarranno esposti.
Il Made in Italy a Shanghai dal 1 maggio al 31 ottobre 2010
By alessandroG180 è una preziosa opportunità di business in Cina per le imprese italiane protagoniste eccellenti all'Expo Shanghai 2010. Questo progetto è nato dalla partnership tra due realtà italiane leader nei rispettivi settori - Alessandro Rosso Group per viaggi incentive ed eventi, e Lowe Pirella Fronzoni per la comunicazione integrata - con il patrocinio del Commissariato Generale del Governo per l'Esposizione Universale di Shanghai 2010. Sono previste 100 partenze giornaliere per 180 giorni di Expo, dal 1 maggio al 31 ottobre 2010, ovvero 18000 occasioni in più per promuovere l'eccellenza italiana in Cina.
"Non c'è dubbio che questa Esposizione Universale rappresenta una grande occasione per l'impresa italiana" aggiunge Alessandro Rosso "infatti è una vetrina unica per esporre le eccellenze del nostro Paese, inoltre offre l'opportunità di incontrare direttamente un mondo imprenditoriale e una società, come quella cinese, che sono in crescita, e si pongono ormai come uno dei propulsori dell'economia mondiale".
L'Expo 2010 segnerà l'inizio di una nuova era negli interscambi commerciali a livello planetario. Ci sono mille motivi per essere presenti, un viaggio d'affari con i propri collaboratori, un incentive con i propri clienti o un viaggio motivazionale con la propria rete di vendita . L'EXPO sarà ubicato nella zona sud della città, tra le due rive del fiume Huang Pucon, un area compresa complessiva di circa 5 kmq. Il governo cinese prevede 80 milioni di visitatori con una media giornaliera di un milione nei giorni più importanti, l'obiettivo è quello di fare dell'Expo Shanghai la più importante esposizione mai organizzata.
Ben 192 Paesi hanno già formalmente aderito all'invito degli organizzatori per la partecipazione all'Expo con un padiglione nazionale, ai quali si aggiungono 50 organizzazioni internazionali per un totale di 242 partecipanti. L'Italia sarà presente con un grande padiglione e il tema selezionato per la propria partecipazione è "La città dell'uomo". Il padiglione italiano è collocato nella zona C dell'area espositiva insieme a Europa America ed Asia. Durante tutto il periodo dell'Expo all'interno del Padiglione Italia 11 regioni e 3 città avranno a disposizione un periodo loro dedicato dove proporre le loro attività di business e culturali/ promozionali. Per la prima volta nella storia degli Expo Universali infatti, nel 2010 anche le città saranno protagoniste, in particolare gli organizzatori hanno riservato la Urban Best Practices Area (Ubpa) dove all'interno di ex-fabbricati industriali ristrutturati, alcune città presenteranno esperienze uniche ed innovative in tema di qualità della vita urbana.
Per l'Italia sono state accettate le candidature di Milano, Venezia Bologna. La regione Lombardia e la città di Milano come Expo Milano 2015 parteciperanno ad ottobre mentre Roma Capitale dal 15 al 22 settembre 2010. Roma inoltre organizzerà una mostra fotografica al Museo di Arte contemporanea sul tema "La Piazza in Italia" dal 21 aprile all'8 giugno 2010. La città di Venezia invece allestirà una mostra sui progetti di riqualificazione dell'Arsenale e di porto Marghera e Bologna presenterà progetti ed esperienze per una città multiculturale e multietnica
Oltre ai padiglioni espositivi e alle strutture ricreative per i visitatori, l'altro grande fattore di attrazione è rappresentato dal programma di eventi che verranno organizzati durante i sei mesi di manifestazione , da distinguersi tra quelli organizzati dai responsabili dell'Expo 2010 (celebrazioni, spettacoli e performances) e quelli organizzati dai soggetti partecipanti (programma di eventi dei padiglioni nazionali, giornate speciali, giornate nazionali).
Le esposizioni universali sono tradizionalmente una grande opportunità per tutti i paesi per presentare le loro eccellenze in campo economico culturale e sociale. Ma questi appuntamenti sono e per certi versi soprattutto una grande possibilità economica. Emergono così straordinarie opportunità d'affari che riguardano numerosi settori dalle costruzioni alla fornitura di impianti e macchinari fino ai servizi alle persone e alla vendita dei beni di consumo.
Per qualsiasi informazione e approfondimento Vi invitiamo a visitare il sito www.g180shanghai.com e da cui è possibile scaricare tutta la documentazione e a contattare i nostri uffici a Milano al n. 02 87387200 02 87387200, Mail: info@g180shanghai.com.
Efficienza e qualità accompagneranno i membri del progetto G180 con privilegi dedicati e con vantaggi:
Corsia privilegiata per l'acquisto dei biglietti di ingresso e per l'ottenimento del visto consolare
Possibilità di usufruire di un'area personalizzata all'interno del Padiglione Italia, soggetto a disponibilità, per meeting aziendali o per incontri professionali con il monde dell'imprenditoria internazionale
Possibilità di organizzare una cena o un cocktail in esclusiva all'interno del Padiglione Italia
"L'Expo di Shanghai è un appuntamento strategico per il rilancio delle imprese italiane" - commenta Alessandro Rosso, Presidente Alessandro Rosso Group - "Offriremo 18.000 possibilità in più per promuovere l'Eccellenza Italiana. Forse l'inizio di una vera 'Better Life' ed è per questo che vi invitiamo a partecipare con noi".
False griffe, maxi sequestro a Roma 500 mila tonnellate
By alessandrodi Marco Maffettone
ROMA - Erano stipati in otto capannoni industriali nella zona di San Basilio, quartiere periferico della Capitale: una vera e propria cittadella fortificata gestita da cittadini cinesi che custodiva 500 mila tonnellate di merce contraffatta, tra giocattoli non a norma, capi di abbigliamento di grandi griffe e occhiali.
A scoprire la merce e a compiere uno dei sequestri di merce contraffatta più grandi mai effettuati in Italia sono stati gli uomini dell'Ufficio Immigrazione della Questura di Roma, in collaborazione con la Squadra Mobile romana. Nell'operazione sono stati denunciati per contrabbando due cinesi e altri 35 connazionali sono stati identificati. Il sindaco di Roma si è complimentato con la polizia per il maxisequestro sottolineando che "le indagini e gli accertamenti della Questura sono indispensabili perché per colpire in modo incisivo il commercio illegale è necessario agire sui punti di raccolta, stoccaggio e smistamento della rete del contrabbando, che proprio attraverso questi nodi sopravvive e si alimenta".
L'indagine è iniziata alcune settimane fa quando molti cittadini cinesi, che dovevano effettuare il rinnovo del permesso di soggiorno, hanno dichiarato di lavorare per due società sempre gestite da connazionali. Insospettiti gli inquirenti hanno effettuato alcune verifiche sulle due aziende e sono riusciti ad individuare in via Casale dei Cavalieri, gli otto capannoni, tutti recintati con il filo spinato e con delle vedette pronte a dare l'allarme in caso di necessità.
"Abbiamo dovuto effettuare un vero e proprio blitz a cui hanno partecipato settanta agenti - ha spiegato il dirigente dell'Ufficio Immigrazione della Questura, Maurizio Improta -. All'interno dei capannoni un numero spaventosi di scatoloni, suddivisi per generi, di merce contraffatta di marche importanti a cui mancano solo le etichette". Pellicce ecologiche, magliette e calzature delle più famose griffe italiane ed internazionali: negli oltre diecimila metri posti sotto sequestro, le forze dell'ordine hanno individuato materiale prodotto in Cina che, una volta giunto sul mercato parallelo dei marchi contraffatti, avrebbe raggiunto un valore che supera i 5 milioni di euro.
Gli inquirenti, inoltre, affermano che i giocattoli trovati sono tutti fabbricati senza alcun rispetto delle norme dell'Unione europea e quindi potenzialmente pericolosi per i bambini. Le forze dell'ordine dovranno ora ricostruire l'iter con cui questa merce è giunta in Italia, ma sono dell'idea che i capannoni sequestrati a San Basilio fossero utilizzati esclusivamente come luogo di stoccaggio per poi trasferire il materiale in altre città italiane e forse europee.
Lamborghini Murcielago: in Cina l’esemplare numero 4000
By alessandro
Volerà in Cina la Lamborghini Murcielago
numero 4000, la SuperVeloce di colore arancio è stata acquistata
da un facoltoso abitante della Repubblica Popolare.
Il ciclo produttivo della Lamborghini Murcielago sta volgendo al capolinea e stiamo ancora aspettando di fare la gradita conoscenza con il modello che ne raccoglierà l’eredità. Il modello top di gamma di Sant’Agata Bolognese ha comunque superato la rispettabile quota di 4000 esemplari venduti dal 2002 ad oggi.
E’ curioso sapere che proprio la Murcielago numero 4000 volerà presto in Cina, il suo nuovo proprietario risiede infatti nella Repubblica Popolare e ritirerà il bolide presso lo show room della casa ad Hangzhou nella provincia dello Zhejiang.
L’esemplare numero quattromila è una “comunissima” LP 670-4 con l’allestimento SuperVeloce (SV), dotata di una carrozzeria alleggerita e di una grande ala aerodinamica sul margine della coda; il nuovo proprietario ha scelto una vistosa nuance arancio per la carrozzeria così, se in Cina dovesse passare inosservata una Lamborghini, almeno per il colore la noteranno.
Giusto per dare una rinfrescatina ai dati tecnici, la Lamborghini Murcielago SV monta una versione da 670 cavalli del V12 da 6.5 litri, le sue prestazioni sono ovviamente stellari: 3.2 secondi per accelerare da 0 a 100 e 341 km/h di velocità massima.
Gabriele A.
attività
By Mike101sarei interessato a promuovere hai miei clienti prodotti tecnologici cinesi, quacuno potrebbe consigliarmi qualche azienda che importa prodotti in Italia?
In particoare cerco aziende che possano competere con i marchi noti e che offrono prodotti a prezzi popolari.
Dalla Cina attacchi "invisibili"
By alessandro"Migliaia di aziende Usa spiate"
Sconcertante relazione di un'azienda di sicurezza informatica americana. I cyberattacchi provenienti dal territorio cinese riguardano una miriade di aziende e istituzioni. Usano una nuova tecnica, difficile da combattere. "È spionaggio industriale" di TIZIANO TONIUTTI
Primo elemento. Le aziende (americane) sotto attacco informatico da parte di hacker asiatici non sono una o due e nemmeno cinquanta. Si tratterebbe di migliaia di imprese e istituzioni, tra queste anche diverse adette alla sicurezza nazionale.
Secondo elemento. A quanto dichiara Mandiant, che ha illustrato il suo report a una conferenza sul cyber-crimine sponsorizzata dal dipartimento della Difesa americano, siamo di fronte a una nuova forma di attacco informatico. Non più una semplice intrusione per carpire dati, ma un tipo di infiltrazione a lunga permanenza, che Mandiant chiama APT: Advanced Persistent Threat, ovvero minaccia avanzata e persistente.
Terzo elemento. Gli attacchi Apt aprono il campo a forme di phishing interno e sofisticato, quasi impossibili da individuare una volta che il codice malevolo agisce a regime. Gli intrusi possono così trafugare documenti e informazioni attraverso le password autentiche dei sistemi infiltrati, e prelevare dati in forma di file completi (Word, Powerpoint, Acrobat). Un sistema di compressione ben fatto compatta e spezzetta i dati in più mini-archivi, che viaggiano all'interno del network praticamente inosservati. Per farli uscire, si utilizzano trucchetti sulle porte e falsi "header" dei file, che i sistemi anti-intrusione fanno passare tranquillamente. Uno dei punti più deboli nella sicurezza delle reti è spesso lo scarso o inefficace monitoraggio del traffico interno e di quello in uscita. La stragrande maggioranza delle risorse va all'analisi del traffico in ingresso.
Spionaggio sofisticato. Mandiant ha analizzato praticamente tutti i più importanti attacchi informatici degli ultimi tempi, tra cui quelli alla Heartland Payment Systems e RBS Worldpay. E il report specifica bene che il tipo di aggressione subita da queste aziende è significativamente diverso rispetto a quelli riservati a Google e ad altre reti negli ultimi tempi. Non più attacchi basati sul'accesso ai database per ottenere dati sensibili e rubare le identità: nel mirino degli attacchi Apt ci sono file e documenti tout court, da rubare e da portare fuori. Spionaggio puro che individua una strategia precisa dietro l'interesse verso determinati obbiettivi.
"Ecco le prove". La natura degli attacchi Apt è profondamente diversa e per definizione residente. Mandiant dichiara di aver trovato all'interno di una sola rete più intrusi Apt, ognuno intento a trafugare dati per conto suo e per diversi utilizzatori finali. E le aziende/istituzioni sono reticenti nel dichiarare di essere state colpite (Google in questo specifico caso è l'unica eccezione). Peraltro l'intrusione Apt avviene spesso in modo banale, attraverso vulnerabilità degli strumenti di Office, Internet Explorer, Acrobat e i più comuni programmi da ufficio. Nel caso di Google è bastata una email-tranello che utilizzava un buco in Explorer 6, non dichiarato pubblicamente da Microsoft.
Google chiede aiuto alla Nsa. Il motore di ricerca avrebbe già attuato una contromossa con un accordo con la Nsa, l'agenzia americana per la sicurezza nazionale. Un atto quasi dovuto dopo la denuncia da parte di Big G di un attacco informatico senza precedenti da parte della Cina. Scopo dell'accordo è mettere al sicuro Google e i suoi utenti da future intrusioni. Secondo alcune fonti, l'alleanza di Google con la Nsa, la più potente organizzazione di controllo elettronico, avrebbe lo scopo di consentire alle due parti di condividere informazioni cruciali senza violare le linee di condotta di Google o le leggi che proteggono la privacy nelle comunicazioni online. In base all'accordo, la Nsa non potrebbe vedere le ricerche degli utenti o gli account di posta elettronica, hanno detto le fonti. Google inoltre non condividerebbe dati di proprietà con la Nsa.
"Dati trafugati verso la Cina". Uno dei punti chiave nell'analisi di Mandiant è che il traffico dei dati trafugati, una volta sottratti, si direziona inequivocabilmente verso indirizzi internet in Cina. L'azienda rivela che gran parte degli istituti legali coinvolti nella gestione di affari con la Cina come l'acquisto di azende, ha subito attacchi informatici Apt. Porre rimedio non è semplice e attualmente i sistemi noti sono inefficaci. A volte il codice Apt rimane "dormiente" anche per lunghi periodi, un anno ad esempio. E anche individuando la minaccia e rimuovendo dalla rete le macchine interessate, non vi è alcuna garanzia di aver respinto l'attacco. Che l'antivirus aggiornato riesca a individuare la minaccia di un malware sulla rete aziendale non significa necessariamente aver stroncato l'attacco. Nel frattempo gli hacker hanno già raffinato le loro tecniche di infiltrazione e probabilmente hanno già depositato, in poco tempo, nuovo software malevolo. La realtà ha insomma una trama ben più fitta di quella di un buon film sul cyberspionaggio.
© Riproduzione riservata (04 febbraio 2010 )
Londra: siamo spiati dai cinesi
By alessandro| Il controspionaggio: cimici nei pc dei manager e ragazze esca per comprometterli | |
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Quando il Regno Unito ipotizzò il boicottaggio commerciale dei prodotti provenienti da Pechino per protestare contro la repressione in Tibet, l'allora ambasciatrice cinese a Londra madame Fu Ying rispose miscelando saggezza confuciana a navigato pragmatismo: "Resterete tutti nudi". Era l'inizio di marzo 2008: due mesi dopo il premier Gordon Brown sarebbe stato tra i primi a sostenere l'emergenza terremoto a Sichuan inviando 200 milioni di sterline. Se la storia dei rapporti sino-britannici non è mai stata lineare, a complicare quella recente, segnata dall'imporsi della Repubblica Popolare sullo scacchiere geoeconomico internazionale, ci si mette lo spionaggio industriale. Secondo un rapporto dell'MI5, rivelato ieri dal Sunday Times, i businessmen anglosassoni sarebbero oggetto dell'attenzione criminale di Pechino che, attraverso intercettazioni, furti, operazioni di hacking, tramerebbe per carpire loro segreti manageriali. "La Cina rappresenta una delle minacce di spionaggio più serie per il Regno Unito" avvertono i servizi segreti di Sua Maestà. Sembra che numerosi uomini d'affari in missione a Shangai siano stati avvicinati da avvenenti fanciulle con "inviti generosi", salvo scoprire poi che la macchinetta fotografica o la chiavetta Usb donata loro in pegno d'amicizia conteneva un malware, un software infettante che tipo cavallo di Troia s'installa nel sistema e consente di controllare a distanza il computer agganciato. "E' una vicenda nuova, ma non mi sorprende" nota tornando da Davos il politologo Parag Khanna, autore del saggio I tre imperi (Fazi). Analizzando l'ultimo World Economic Forum, il direttore di Foreign Policy Moises Naim paragonava ieri sul Sole 24 Ore l'assenza americana alla cospicua presenza dei messi di Pechino, tecnocrati preparati ma non necessariamente a gestire l'espansione d'un mercato che nel 2009 ha assorbito il 12% dell'import mondiale. La denuncia dell'MI5 alza il livello della tensione nella partita tra Cina e resto del mondo occidentale. All'inizio di gennaio Londra aveva protestato per l'esecuzione di Akmal Shaikh, cittadino britannico e malato di mente condannato a morte perché trovato in possesso di 4 chili di eroina. Pochi giorni dopo era stata la volta degli Stati Uniti, che avevano chiesto a Pechino un'indagine "trasparente" sull'attacco a Google e 300 compagnie americane da parte di hacker cinesi. La settimana scorsa l'ultimo incidente: Obama decide di vendere a Taiwan armi per 6 miliardi di dollari e Hu Jintao sospende gli scambi militari con Washington. Mentre sbiadiscono le ambizioni di chiunque sognasse un G2, utopia d'un rapporto privilegiato con la potenza capitalist-comunista, gli analisti temono una variante asimmetrica della guerra fredda. "Ogni azienda britannica che detiene informazioni potenzialmente utili ai cinesi è a rischio (...) Le stanze degli alberghi frequentati da stranieri nelle città come Shangai e Pechino sono probabilmente piene di cimici e vengono perquisite in assenza dell'occupante" sostiene l'MI5. Anche perchè gli 007 di Pechino sono "noti per saper sfruttare le vulnerabilità altrui, specie alle relazioni sessuali". Non sarebbe la prima volta. Due anni fa un collaboratore di Gordon Brown "smarrì" il BlackBerry dopo essere stato abbordato da una Mata Hari dagli occhi a mandorla in un locale di Shanghai. Ora la tecnica punterebbe industriali, funzionari della difesa, esperti di comunicazione e energia. I mandarini di Hu Jintao non replicano e lasciano cadere anche la provocazione del direttore dell'MI5 Jonathan Evans, che a fronte del nuovo pericolo giallo teme un drenaggio delle risorse per la lotta al terrorismo islamico. Resistenza passiva, mentre le bancarelle del mercatino domenicale di Camden passage, nel quartiere londinese di Angel, vendono bombette made in Cina. |
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Cina indaga sulla ricomparsa della melammina nei negozi
By alessandro|
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PECHINO (Reuters) - La Cina ha lanciato controlli in tutta la nazione su derivati del latte che potrebbero contenere melammina, dopo che il composto chimico che nel 2008 uccise almeno sei bambini è riapparso sugli scaffali dei negozi. Lo ha detto oggi un giornale ufficiale.
Residui di latte in polvere contaminato dalla melammina, che può risultare come proteina nei test, sono stati riutilizzati come materie prime per prodotti freschi, dice il Quotidiano del Popolo citando una conferenza tenuta dall'Autorità per la sicurezza alimentare.
Partite di prodotti freschi di tre società cinesi sono state ritirate dai negozi nella provincia sudoccidentale di Guizhou il mese scorso dopo essere risultate positive alla melammina.
Prodotti caseari contaminati sono stati trovati in diverse province nel 2009, dalla provincia nordorientale di Liaoning al distretto economico di Shanghai, scrive il giornale.
"Nonostante la campagna in corso per la sicurezza alimentare, alcune imprese e singoli individui sono accecati dall'avidità, e ignorano la salute e la sicurezza del pubblico", scrive il quotidiano.
Gli ultimi casi di contaminazione non avrebbero provocato morti o malattie, a differenza di quanto accadde nel 2008 quando oltre alle vittime la melammina - che può causare calcoli renali - fece ammalare 300mila bimbi.
Lo scorso novembre la Cina ha giustiziato due persone per il ruolo nello scandalo della melammina.
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