Finita luna di miele Usa-Cina
By alessandro
Finita
luna di miele Usa-Cina| La questione di Google sta avvelenando i rapporti bilaterali ma Pechino vorrebbe ancora arginare la deriva | |
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di Francesco
Sisci
PECHINO -- Se non è la fine del breve matrimonio del G2 tra Usa e Cina comunque il crescendo di botta e risposta sulla questione del motore di ricerca statunitense Google pare proprio la fine della loro luna di miele. Ieri Pechino ha respinto con durezza le accuse lanciate dal segretario di stato americano Hillary Clinton contro la mancanza di libertà su Internet in Cina prendendo spunto dalla minaccia di Google di uscire dal paese asiatico dopo un tentativo di pirateria informatica cinese. Il portavoce del ministero degli esteri di Cina Mao Zhaoxu in una nota ha negato le imputazioni americane e ha “sollecitato gli Usa a rispettare i fatti e smettere di usare la cosiddetta libertà di internet per rivolgere accuse senza fondamento contro la Cina.” I fatti, secondo Pechino, sono che la questione di Google riguarda una complessa trattativa commerciale tra il governo e il gigante informatico, non la politica o la censura. Google infatti, quando le condizioni gli erano favorevoli, aveva accettato di essere in Cina secondo le regole cinesi. Più diretto e meno diplomatico è stato quanto ha scritto il popolare quotidiano Tempi Globali rivolto al pubblico cinese. “La cosiddetta libertà di internet americana è libertà sotto controllo americano,” ha detto il giornale riferendosi al fatto che anche il governo statunitense, come quello cinese, cerca di esercitare forme di gestione della rete. “Ci sono idee balzane in America che rendono la libertà di internet una politica di stato da predicare in altri paesi,” ha aggiunto Tempi globali. Qui la questione di Google si divide e si complica in Cina: c’è un impatto di politica di governo e di relazioni tra popolo cinese e americano. Sulle questioni di governo, funzionari cinesi hanno invitato a smorzare i toni, avvertendo che vi sono complesse questione bilaterali ancora da chiudere: la vendita di armi americane a Taiwan, la visita del Dalai Lama a Washington, entrambe osteggiate da Pechino, la questione del deficit commerciale americano verso la Cina. Tutte questi sono grossi problemi che rischiano di incrinare i rapporti ma che in realtà dovrebbero avere trovato dei modi di gestione che accontentano le parti. Più delicato è invece l’appello della Clinton sulla libertà di internet, che sembra riecheggiare appelli alla libertà di opinione lanciati dall’Occidente verso l’Urss oppressore. Solo che i cinesi di oggi non sono i cittadini sovietici di ieri. Secondo esperti di internet cinesi, i quasi 400 milioni di utenti del web di qui non si fidano del loro governo, che cerca di intromettersi nelle loro vite virtuali in rete, ma non si fidano nemmeno di altri governi, come quello americano, che ritengono ugualmente colpevoli di invasioni nella privacy dei cittadini. Ai tempi dell’Urss, molti cittadini sovietici si fidavano più degli appelli americani alla libertà che delle promesse di Mosca, ma in Cina è il contrario, se messi alle strette i cittadini si fidano più di Pechino. “Molta gente pensa: se Google era un vero paladino della libertà, perché fino ad adesso ha accettato le censure imposte dal governo cinese? Perché pensava che gli convenisse e ora pensa che non gli conviene più – spiega un esperto cinese – Perché ancora non ha abolito queste censure e non è uscita dal mercato cinese? Perché sta conducendo una trattativa commerciale con Pechino. Se le cose stanno così quali sono i veri fini di questa dichiarazione della Clinton? E comunque come non ci si può fidare delle censure di Pechino così non ci si può fidare né di Google né della Clinton.” In effetti, c’è stato un impatto profondo nelle relazioni bilaterali, secondo Shi Yinhong, professore di relazioni internazionali all’Università del popolo di Pechino. “La Cina aveva ammesso che ci sono aree dove si possono fare dei passi avanti, e poi la Clinton ha presentato i suoi commenti in pubblico paragonandoci a Egitto e Arabia saudita ha detto Shi – Perciò penso che il discorso sia la cosa meno diplomatica le Clinton abbia detto da un anno a questa parte.” D’altro canto la Cina vorrebbe mettere una pietra sulla vicenda. Molti commenti anti americani su internet sono stati eliminati e i più morbidi tra i cinesi notano che in fondo Egitto e Arabia saudita sono fedeli alleati degli Usa.
enditem |
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Sicurezza alimentare: Cia, Cina regina delle frodi sul made in Italy
By alessandro24 Feb 10:54
ottavo suicidio alla Foxconn
By alessandro
ottavo suicidio alla Foxconn
(ANSA) - SHANGHAI, 21 MAG - Un nuovo suicidio nella fabbrica della Foxconn, la societa' che produce componenti elettroniche anche per l'iPad della Apple. Gia' in 7 si erano tolti la vita.
Stamani all'alba un giovane di 21 anni si e' lanciato dal dormitorio per i dipendenti della societa' di Taiwan.La Foxconn,800 mila dipendenti in Cina,420 mila solo nella fabbrica di Shenzhen e' del gruppo taiwanese Hon Hai Group e ha tra i suoi clienti la Sony Ericsson e la Apple,per cui produce parti dell'Ipad e dell'Ipod.
attività
By Mike101sarei interessato a promuovere hai miei clienti prodotti tecnologici cinesi, quacuno potrebbe consigliarmi qualche azienda che importa prodotti in Italia?
In particoare cerco aziende che possano competere con i marchi noti e che offrono prodotti a prezzi popolari.
MADE IN ITALY - Prato: smantellata filiera cinese
By alessandroOltre un milione i capi di abbigliamento recanti false etichettature Made in Italy e 80mila rotoli di tessuto irregolare, per 6.300 chilometri, sequestrati dalla Guardia di Finanza di Prato, in un'operazione che ha smantellato un'intera filiera cinese che importava e commerciava prodotti tessili e di abbigliamento in violazione di tutte le norme in materia di sicurezza e tutela dell'origine del prodotto.
Dopo una capillare attività investigativa, i finanzieri hanno deciso di intervenire in due aziende cinesi ubicate nella zona industriale di Prato: nella prima azienda è stata individuata e smantellata l’intera filiera del falso Made in Italy, che si sviluppava mediante l’importazione di migliaia di capi di abbigliamento finiti privi di indicazione di provenienza che venivano trasformati in Made in Italy con l’apposizione di specifiche etichette e di cartellini recanti nomi italiani di griffe di fantasia, in modo da aumentare la visibilità e la credibilità di una produzione nazionale. Trovati anche rotoli, per migliaia di metri, di etichette Made in Italy da tagliare e cucire sui vestiti. Oltre a sequestrare tutta la merce presente in azienda, i finanzieri hanno anche denunciato all’autorità giudiziaria un responsabile, per il reato di vendita di prodotti con false indicazioni (articolo 517 del codice penale). Nell’altra azienda, sono stati scoperti più di 80mila rotoli di tessuto senza l’etichettatura obbligatoria di composizione, importati direttamente dalla Cina e destinati in buona parte alle confezioni pronto-moda del distretto pratese ma, vista la quantità di prodotto, anche a numerosi clienti in ambito nazionale ed europeo.
L'operazione si inserisce si inserisce nell'intensificazione dei servizi volti a contrastare l'illegalità economico-finanziaria, previsti nel ''Patto per Prato Sicura'', recentemente rinnovato alla presenza del ministro dell'Interno Roberto Maroni.
PIÙ CONTROLLI SUGLI INVESTIMENTI CINESI IN EUROPA
By alessandro
ROMA, 04 GEN - Il VicePresidente della Commissione
Europea Antonio Tajani, intervistato dalla testata tedesca
Handelsblatt, ha espresso la sua preoccupazione per la
possibile acquisizione di compagnie high-tech europee da parte
della Cina e ha espresso la necessità di creare un’Autorità di
controllo a livello europeo.
Le parole di Tajani appaiono come una risposta diretta e decisa
alle dichiarazioni delle autorità cinesi che suggeriscono di
garantire un sostegno ai Paesi europei in crisi economica, ma
sono accusate di tentare di acquistare titoli erogati da Paesi
come Grecia, Spagna, Irlanda, Portogallo e altri, seguendo la
dinamica scaturita dal caso del debito americano.
La stampa estera ha dedicato particolare attenzione
all’intervista rilasciata dal Vicepresidente CE. Il quotidiano
belga Le Soir si schiera con la posizione di Tajani, il quale,
''sollecitando l’attività dell’Unione a favore della protezione
dei propri settori strategici, ha avuto il merito di rompere un
tabù''.
Tuttavia la proposta di creare un’autorità di controllo ha
sollevato perplessità sia da parte di “Le Soir” sia del
Ministro dell’economia tedesco, Rainer Bruderle, che invita ad
evitare “misure affrettate” in tale settore.
Il settimanale Le Monde ricorda che l’idea suggerita da Tajani
non è inedita, dal momento
che un’Autorità di controllo esiste già
negli USA dal 1975, nata sotto la politica liberista del
Presidente Reagan.
fonte : (ICE BRUXELLES)
Cina, docente: «Siamo sull'orlo della bancarotta ma non possiamo dirlo»
By alessandroCina, docente: «Siamo sull'orlo della bancarotta ma non possiamo dirlo»
«Tutto quello che sto per dire è vero. Ma, secondo i
canoni di questo sistema politico, non abbiamo il
permesso di dire la verità.
L'economia cinese è sull'orlo della
bancarotta, le nostre province hanno i
conti simili a quelli della Grecia».
Non sono parole di un dissidente né di un analista di
una qualsiasi "potenza straniera" desiderosa di
screditare il regime. A sbilanciarsi
sulla situazione economica della Cina
è Larry Lang, docente di Studi
finanziari presso l'Università cinese di Hong Kong e
noto opinionista della televisione nazionale della Cina
continentale.
La lezione, tenuta a porte chiuse dal professore a
Shenyang, è stata registrata e l'audio
in lingua cinese, diffuso
tramite Youtube, è stato tradotto e rilanciato
dall'Epoch Times e poi AsiaNews.
Secondo Lang ci sono cinque segnali
della crisi cinese. Il
primo è il debito
reale di Pechino che si aggira intorno ai
36 mila miliardi di yuan (circa 4 mila
miliardi di euro): oltre a quello dei governi locali,
tra i 16 e i 19,5 mila miliardi, c'è anche quello delle
imprese statali pari a 16 mila miliardi. «Un debito in
continuo aumento visto che gli interessi sono di circa
2 mila miliardi l'anno: le cose peggioreranno
presto».
Secondo una ricerca del South China Morning
Post le imprese statali in Cina,
che rappresentano il 70% del totale, producono solo il
30% del Pil e nonostante i continui aiuti del governo
comunista, che ha speso più di 560 miliardi di euro per
fronteggiare la crisi, tante continuano a fallire. A
indebitarsi sono soprattutto le imprese
immobiliari, che continuano a costruire su
ordine del Partito, chiedendo a prestito i soldi dalle
banche, ma si calcola che almeno il
50% degli immobili resti vuoto a causa dei prezzi
troppo elevati, pari a migliaia di euro al metro quadro
a Pechino, ad esempio, a fronte di uno
stipendio medio mensile di circa 200 euro. Il 30% delle
agenzie immobiliari cinesi che ha chiuso negli ultimi
due mesi e il timore per lo scoppio della bolla
immobiliare cinese è stato espresso nelle
ultime settimane dal Fondo monetario
internazionale.
Il secondo segnale è
l'inflazione, che i numeri ufficiali
dicono attestarsi al 6,2%, mentre per Lang è in realtà
salita fino al 16%. Numeri del tutto
plausibili viste le continue proteste
sociali che scoppiano a causa del caro vita.
L'inflazione, tra l'altro, ha del tutto vanificato gli
aumenti del salario minimo che in
tutte le regioni si sono verificati negli ultimi anni.
Il terzo segnale è lo squilibrio tra
produzione industriale e
consumo interno. Per il docente
universitario solo il 30% dei beni prodotti dalle
attività cinesi viene consumato, il mercato interno è
molto debole. Questo avviene nonostante il
governo abbia cominciato da qualche
anno a mettere i bastoni fra le ruote alle imprese
straniere, che vanno a produrre in Cina, per favorire
quelle locali. Propio il mancato sviluppo di un
mercato interno solido è, per
Lang, il motivo del nuovo crollo del
tasso di produzione industriale, che
ha toccato il minimo storico di 50,7%.
Lang afferma poi che anche la
crescita, che nell'ultimo trimestre ha
toccato il 9.1%, percentuale più bassa degli ultimi due
anni, è in realtà molto più bassa anche se i numeri
vengono truccati: solo così si spiega una
disocuppazione che riguarda il 9 per cento della
popolazione. Infine, il docente cinese
ha parlato dell'enorme pressione
fiscale: per l'industria raggiunge il 70
per cento del totale dei guadagni di un'impresa. Per i
privati, invece, il 51,6%. Non a caso, la seconda
economia del mondo ha un Pil pro capite pari ad appena
7.500 dollari l'anno, contro i 46 mila degli Stati
Uniti e i 27 mila dell'Italia. «Appena lo
tsunami economico inizierà a colpire
la Cina - ha detto terminando la
lezione - il regime perderà la sua credibilità e il
nostro paese diventerà uno dei più poveri al mondo».
Cina indaga sulla ricomparsa della melammina nei negozi
By alessandro|
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PECHINO (Reuters) - La Cina ha lanciato controlli in tutta la nazione su derivati del latte che potrebbero contenere melammina, dopo che il composto chimico che nel 2008 uccise almeno sei bambini è riapparso sugli scaffali dei negozi. Lo ha detto oggi un giornale ufficiale.
Residui di latte in polvere contaminato dalla melammina, che può risultare come proteina nei test, sono stati riutilizzati come materie prime per prodotti freschi, dice il Quotidiano del Popolo citando una conferenza tenuta dall'Autorità per la sicurezza alimentare.
Partite di prodotti freschi di tre società cinesi sono state ritirate dai negozi nella provincia sudoccidentale di Guizhou il mese scorso dopo essere risultate positive alla melammina.
Prodotti caseari contaminati sono stati trovati in diverse province nel 2009, dalla provincia nordorientale di Liaoning al distretto economico di Shanghai, scrive il giornale.
"Nonostante la campagna in corso per la sicurezza alimentare, alcune imprese e singoli individui sono accecati dall'avidità, e ignorano la salute e la sicurezza del pubblico", scrive il quotidiano.
Gli ultimi casi di contaminazione non avrebbero provocato morti o malattie, a differenza di quanto accadde nel 2008 quando oltre alle vittime la melammina - che può causare calcoli renali - fece ammalare 300mila bimbi.
Lo scorso novembre la Cina ha giustiziato due persone per il ruolo nello scandalo della melammina.
-- Sul sito www.reuters.it le altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia
Il Made in Italy a Shanghai dal 1 maggio al 31 ottobre 2010
By alessandroG180 è una preziosa opportunità di business in Cina per le imprese italiane protagoniste eccellenti all'Expo Shanghai 2010. Questo progetto è nato dalla partnership tra due realtà italiane leader nei rispettivi settori - Alessandro Rosso Group per viaggi incentive ed eventi, e Lowe Pirella Fronzoni per la comunicazione integrata - con il patrocinio del Commissariato Generale del Governo per l'Esposizione Universale di Shanghai 2010. Sono previste 100 partenze giornaliere per 180 giorni di Expo, dal 1 maggio al 31 ottobre 2010, ovvero 18000 occasioni in più per promuovere l'eccellenza italiana in Cina.
"Non c'è dubbio che questa Esposizione Universale rappresenta una grande occasione per l'impresa italiana" aggiunge Alessandro Rosso "infatti è una vetrina unica per esporre le eccellenze del nostro Paese, inoltre offre l'opportunità di incontrare direttamente un mondo imprenditoriale e una società, come quella cinese, che sono in crescita, e si pongono ormai come uno dei propulsori dell'economia mondiale".
L'Expo 2010 segnerà l'inizio di una nuova era negli interscambi commerciali a livello planetario. Ci sono mille motivi per essere presenti, un viaggio d'affari con i propri collaboratori, un incentive con i propri clienti o un viaggio motivazionale con la propria rete di vendita . L'EXPO sarà ubicato nella zona sud della città, tra le due rive del fiume Huang Pucon, un area compresa complessiva di circa 5 kmq. Il governo cinese prevede 80 milioni di visitatori con una media giornaliera di un milione nei giorni più importanti, l'obiettivo è quello di fare dell'Expo Shanghai la più importante esposizione mai organizzata.
Ben 192 Paesi hanno già formalmente aderito all'invito degli organizzatori per la partecipazione all'Expo con un padiglione nazionale, ai quali si aggiungono 50 organizzazioni internazionali per un totale di 242 partecipanti. L'Italia sarà presente con un grande padiglione e il tema selezionato per la propria partecipazione è "La città dell'uomo". Il padiglione italiano è collocato nella zona C dell'area espositiva insieme a Europa America ed Asia. Durante tutto il periodo dell'Expo all'interno del Padiglione Italia 11 regioni e 3 città avranno a disposizione un periodo loro dedicato dove proporre le loro attività di business e culturali/ promozionali. Per la prima volta nella storia degli Expo Universali infatti, nel 2010 anche le città saranno protagoniste, in particolare gli organizzatori hanno riservato la Urban Best Practices Area (Ubpa) dove all'interno di ex-fabbricati industriali ristrutturati, alcune città presenteranno esperienze uniche ed innovative in tema di qualità della vita urbana.
Per l'Italia sono state accettate le candidature di Milano, Venezia Bologna. La regione Lombardia e la città di Milano come Expo Milano 2015 parteciperanno ad ottobre mentre Roma Capitale dal 15 al 22 settembre 2010. Roma inoltre organizzerà una mostra fotografica al Museo di Arte contemporanea sul tema "La Piazza in Italia" dal 21 aprile all'8 giugno 2010. La città di Venezia invece allestirà una mostra sui progetti di riqualificazione dell'Arsenale e di porto Marghera e Bologna presenterà progetti ed esperienze per una città multiculturale e multietnica
Oltre ai padiglioni espositivi e alle strutture ricreative per i visitatori, l'altro grande fattore di attrazione è rappresentato dal programma di eventi che verranno organizzati durante i sei mesi di manifestazione , da distinguersi tra quelli organizzati dai responsabili dell'Expo 2010 (celebrazioni, spettacoli e performances) e quelli organizzati dai soggetti partecipanti (programma di eventi dei padiglioni nazionali, giornate speciali, giornate nazionali).
Le esposizioni universali sono tradizionalmente una grande opportunità per tutti i paesi per presentare le loro eccellenze in campo economico culturale e sociale. Ma questi appuntamenti sono e per certi versi soprattutto una grande possibilità economica. Emergono così straordinarie opportunità d'affari che riguardano numerosi settori dalle costruzioni alla fornitura di impianti e macchinari fino ai servizi alle persone e alla vendita dei beni di consumo.
Per qualsiasi informazione e approfondimento Vi invitiamo a visitare il sito www.g180shanghai.com e da cui è possibile scaricare tutta la documentazione e a contattare i nostri uffici a Milano al n. 02 87387200 02 87387200, Mail: info@g180shanghai.com.
Efficienza e qualità accompagneranno i membri del progetto G180 con privilegi dedicati e con vantaggi:
Corsia privilegiata per l'acquisto dei biglietti di ingresso e per l'ottenimento del visto consolare
Possibilità di usufruire di un'area personalizzata all'interno del Padiglione Italia, soggetto a disponibilità, per meeting aziendali o per incontri professionali con il monde dell'imprenditoria internazionale
Possibilità di organizzare una cena o un cocktail in esclusiva all'interno del Padiglione Italia
"L'Expo di Shanghai è un appuntamento strategico per il rilancio delle imprese italiane" - commenta Alessandro Rosso, Presidente Alessandro Rosso Group - "Offriremo 18.000 possibilità in più per promuovere l'Eccellenza Italiana. Forse l'inizio di una vera 'Better Life' ed è per questo che vi invitiamo a partecipare con noi".
Nuovo record della VisLab dall'Italia alla Cina senza pilota
By alessandro
Negli ultimi 15 anni i ricercatori dell'ateneo parmense hanno messo a punto nuovi e sempre più sorprendenti sistemi di guida autonoma sperimentati con successo in varie occasioni (l'ultima lo scorso ottobre nel traffico di Roma con il "BRAiVE").
I progettisti hanno saputo creare una specie di eccellenza in questo settore tant'è che l'European Research Council ha selezionato il progetto VisLab per rappresentare la ricerca europea a livello mondiale e il tour dall'Italia alla Cina è solo una tappa intermedia del programma di ricerca che proseguirà fino al mese di novembre del 2013.
Per questa spedizione il sistema VisLab sarà montato su due veicoli elettrici Piaggio Porter con la funzione di guida automatica che sarà alimentata da un pannello solare posto sul tetto del mezzo di trasporto. Un veicolo sarà dotato di una versione più estrema del dispositivo per scopi di sperimentazione scientifica mentre l'altro monterà una versione più "soft" finalizzata alla fase di sfruttamento industriale.
Naturalmente le tecnologie sperimentate nel viaggio potranno essere applicate su altri tipi di veicoli e in vari campi, come ad esempio in agricoltura, per la movimentazione terra, nel settore costruzioni, o in ambienti estremi considerati a rischio per l'incolumità del guidatore.
"Oltre a muoversi in modo automatico - spiega Alberto Broggi, coordinatore del progetto - i veicoli registreranno tutti i dati durante il percorso (7 telecamere, 6 laserscanner, GPS, IMU, e odometria completa del veicolo) creando un database unico a livello mondiale che ci permetterà di ripercorrere virtualmente tutto il percorso svariate volte; l'esperienza ottenuta su un percorso così lungo ed estremo ci permetterà di validare i sistemi che sviluppiamo sia dal punto di vista del software (dovremo affrontare situazioni e scenari stradali diversissimi) che dal punto di vista hardware (i sistemi saranno messi sotto stress continuo per 3 mesi, in situazioni stradali e ambientali estreme). Sono particolarmente orgoglioso che ERC abbia selezionato il mio progetto in quanto ci da la possibilità di spingere la nostra ricerca verso argomenti che normalmente le aziende del settore tendono a non affrontare in quanto non offrono un'applicazione a breve termine. Questo ci avvantaggerà notevolmente nel prossimo futuro, quando le aziende di veicoli svilupperanno l'interesse diretto ai veicoli automatici"
Il viaggio, la cui logistica è curata da Overland (vero leader in tema di viaggi estremi), partirà dall'Italia il 10 luglio e terminerà a Shanghai, in Cina, il 10 Ottobre in concomitanza del World Expo 2010, dove i veicoli rimarranno esposti.


