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Mar 3rd

Apple contro i minori in Cina

By alessandro

Il rapporto annuale redatto da Cupertino sui partner stranieri rivela l'impiego di lavoratori minorenni, sottopagati e costretti a orari di lavoro prolungati ben oltre il limite massimo

Roma - Che la maggior parte dei prodotti Apple venisse assemblata in stabilimenti cinesi, tailandesi o filippini non è una novità (la dicitura Designed by Apple in California. Assembled in China campeggia sulla maggior parte degli oggetti hi-tech della Mela), come non lo sono i controlli eseguiti periodicamente dagli ispettori di Cupertino per verificare il rispetto dei lavoratori in conformità alle leggi locali. Proprio da una di queste ispezioni, tuttavia, è emerso che nel 2009 almeno 11 quindicenni avrebbero lavorato illegalmente in alcune di queste fabbriche: almeno secondo quanto dichiarato da Apple stessa.

Da Cupertino hanno preferito non rendere nota l'identità degli adolescenti, limitandosi a chiarire che "al momento non lavorano più o hanno superato il limite di età imposto dalla legge per essere impiegati regolarmente". Un'ammenda, quella della Mela, che per alcuni corrisponde a una vera e propria ammissione di colpa, ma che potrebbe anche costituire la dimostrazione che i controlli sempre più stringenti nei confronti delle aziende appaltatrici occupano una posizione di rilievo nella to-do-list di Jobs e soci.

A ogni modo quella dei lavoratori minorenni sembra essere solo una fra le molteplici irregolarità riscontrate da Apple nel corso dell'anno passato: più della metà delle realtà monitorate facevano lavorare i propri dipendenti ben oltre le 60 ore settimanali concesse da Apple in paesi dove non tutti effettuano questo genere di controlli e gli orari tendono a essere molto elastici.
lunedì 1 marzo 2010
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Mar 4th

LA CUCINA ITALIANA SBARCA AD HONG KONG CON UMBERTO VEZZOLI

By alessandro
(AGI) - Roma, 23 feb. - Fino al 1° marzo la cucina italiana sara' protagonista all'interContinental di Hong Kong.
  L'iniziativa dell'InterContinental De la Ville di Roma vede protagonista lo chef del prestigioso albergo romano, Umberto Vezzoli, che stuzzichera' l'appetito di ospiti curiosi e importanti personaggi del mondo dello spettacolo, politico e finanziario, con sapori, colori e profumi mediterranei. "Sara' un vero e proprio viaggio di insegnamento delle basi della cucina italiana, regionale e di territorio", commenta il famoso chef che promette di conquistare i suoi ospiti non solo con piatti classici, ingredienti e ricette, ma anche "spiegando la differenza dei prodotti autentici come olio di oliva extravergine, l'aceto balsamico, il pane, la pasta, i formaggi, il vino, insomma insegnando a riconoscere la qualita' del cibo Italiano, come cucinarlo e come servirlo". Durante il suo soggiorno, Vezzoli terra' anche lezioni di cucina ai cuochi dell'InterContinental di Hong Kong, spiegando la filosofia ed il concetto dello stile italiano e la cultura del mangiare; dando informazioni sulle origini delle ricette, la provenienza dei prodotti, sui consorzi di tutela e i marchi che garantiscono la tipicita'. Sempre nelle stesse date saranno organizzate cene di gala dedicate a varie regioni, alle quali interverranno personaggi del mondo finanziario, politico e culturale.
  Presenti all'evento anche i piu' famosi produttori di vino italiano, i migliori Baroli, il Brunello di Montalcino e le migliori bollicine della Franciacorta. Insomma, una kermesse di cultura e del buon vivere; di prodotti enogastronomici autentici. Il tutto all'insegna dell'eleganza, della perfezione e della semplicita', ingredienti con i quali la cucina italiana si distingue nel mondo.
Mar 4th

Cina: città sempre più ricche e campagne più povere

By alessandro
In Cina, la disparità tra ricchi e poveri, ovvero tra città e campagna, ha toccato l'anno scorso il livello più alto degli ultimi decenni, secondo i dati diffusi oggi dall'Ufficio Centrale di Statistica di Pechino.

Il reddito pro capite nei centri urbani ha infatti raggiunto i 17.175 yuan (circa 1.700 euro), mentre nelle campagne è stato di soli 5.153 yuan. L'Ufficio non specifica i dati anno per anno, ma sottolinea che si tratta del divario più alto da quando, nel 1978, la Cina ha dato il via alla politica di riforme e di apertura dell'economia.

In un dialogo su internet nel fine settimana scorso, il premier Wen Jiabao ha affermato tra l'altro che il problema delle crescenti disparità di reddito tra le aree ricche e quelle povere è una delle principali minacce alla "stabilità sociale" della Cina.

"E' ingiusto che la ricchezza di una società sia nelle mani di un pugno di persone - ha sostenuto Wen - se questo succede, quella società è destinata ad essere instabile". Il problema dello sviluppo "ineguale", secondo la stampa cinese, sarà al centro dei lavori delle cosiddette "due Assemblee" - l'Assemblea Nazionale del Popolo e l'Assemblea Consultiva del Popolo - che si riuniscono per le loro sessioni plenarie annuali a partire da questa settimana, a Pechino.


ATS


Mar 7th

Gdf Ancona scopre contrabbando silicio metallico dalla Cina

By alessandro
Ancona - Le Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Ancona hanno scoperto un illecito traffico internazionale di metalli non ferrosi (silicio metallico), che ha coinvolto numerose società italiane, rumene e cinesi, per un’evasione dei diritti doganali di oltre 1,5 milioni di euro ed una evasione all’I.V.A. di oltre 2 milioni di euro.
Il minerale, oltre 2.500.000 Kg. quello sequestrato e accertato in consumo, è tra i più presenti in natura ed utilizzato in tutti i settori della chimica.
I maggiori produttori al mondo sono la Cina e la Russia che lo ricavano dalle miniere ed il Brasile che lo ottiene dalle noci di cocco.
Le indagini, dirette dalla Procura della Repubblica di Macerata e condotte dal Nucleo di Polizia Tributaria di Ancona, hanno riguardato il silicio metallico proveniente dalla Cina su cui l’Unione Europea ha applicato un maggior dazio denominato “antidumping” pari al 49% del valore del prodotto, a tutela di quello ricavato negli Stati comunitari.
L’organizzazione criminale sgominata acquistava il silicio in Cina e, via mare, lo trasportava in Romania (Stato all’epoca dei fatti appartenente ai Paesi Extra-UE), nella zona franca del porto di Costanza.
In quel Paese, otteneva la falsa origine rumena, anche attraverso il rilascio di certificati ideologicamente falsi, procurati con la corruzione di pubblici ufficiali, ed una volta fatto giungere in territorio comunitario attraverso i valichi doganali di Trieste e di Fernetti (TS), lo sdoganava con documentazione attestante la falsa provenienza e lo vincolava al regime del deposito fiscale IVA, ottenendo il differimento della tassazione dei beni al momento dell'effettiva utilizzazione.
In realtà, le merci, una volta estratte dal deposito, venivano immesse in consumo nelle Marche ed in Lombardia attraverso il sistema di frode comunemente denominato “carosello”, quindi in contrabbando ed in evasione dei diritti doganali “antidumping” e dell’I.V.A., che così consente di mettere in commercio il prodotto “sottocosto” con conseguente distorsione delle regole di concorrenza del mercato.
L’attività, ha permesso di effettuare il sequestro di silicio metallico e degli autoarticolati rumeni impiegati per il trasporto, nonché di denunciare all’Autorità Giudiziaria di Macerata n. 15 soggetti di origine italiana e rumena, perché si associavano tra loro allo scopo di commettere delitti di contrabbando, truffa ai danni dello Stato, falsità ideologica, emissione e registrazione di fatture soggettivamente inesistenti.
Gli elementi raccolti hanno, altresì, permesso di eseguire una successiva attività di Polizia Tributaria anche su tre società marchigiane coinvolte. Le risultanze ispettive hanno portato alla constatazione dell’emissione ed utilizzo di fatture per operazioni inesistenti per circa 5.000.000,00 di euro, cui sono seguiti i relativi recuperi di imposta in materia di I.V.A., II.DD. ed I.R.A.P..
Mar 7th

azienda bellunese denuncia: "Copiati i nostri occhiali"

By alessandro
La Revert segnala la contraffazione del marchio Polar, la Finanza chiude lo stand alla fiera dell'occhialeria milanese
BELLUNO. Stand cinese sequestrato al Mido, la fiera dell'occhialeria aperta a Milano. «Ci copia gli occhiali col marchio Polar» è l’accusa della Revert di Belluno all’indirizzo della società cinese.

 Già alla fiera di Hong Kong la Revert aveva puntato l’indice contro quel che considera un plagio: alla fiera di Milano è arrivata preparata e ha spedito la Finanza che ha sequestrato stand e prodotti.

In Revert avevano notato già nella fiera del Far East la similarità degli occhiali Polar, di cui è licenziataria: marchio la cui supposta copia è stata ritenuta da «spudorati» nel senso che le diciture Polar 1 o Polarone creano confusione nel consumatore. I bellunesi vanno anche oltre: il sito web dei cinesi sarebbe troppo simile a quello originale.
 
Insomma: ci sarebbero stati tutti i presupposti per un blitz da portare a conclusione qualora la ditta si fosse ripresentata in una fiera e così è stato. I cinesi hanno aperto lo stand alla Mido che in questi giorni è in corso a Milano.

La denuncia - querela è partita a razzo, con avvocato al seguito e guardia di finanza in borghese che ha sequestrato tutto ieri mattina.

«La Revert di Belluno ha il marchio Polar per gli occhiali» spiega l’avvocato Rosanna Prencipe, che assiste il titolare Elvio Reolon. «Abbiamo richiesto l’intervento della guardia di finanza di Rho alla Mido e il sequestro del materiale nello stand di una società cinese, titolare di un marchio registrato come «Polar one» che riteniamo in contraffazione rispetto al marchio Polar di cui Revert è licenziataria.

Questo perchè l’occhiale cinese è simile, vengono utilizzati gli stessi abbinamenti cromatici, rosso e bianco, che creano confusione. Abbiamo interessato la Gdf di Rho che vogliamo ringraziare»: ieri mattina i finanzieri «hanno attuato il sequestro dello stand della Polar one, con sito web sia Polarone, sia Polar 1 one. Diciture che riprendono anche uno slogan che la Revert utilizza e cioè “Polar first in the world”. Riteniamo quello cinese un marchio registrato ma nullo: in contraffazione del nostro».


Di fatto degli occhiali della società cinese si conosce poco. «Solo oggi abbiamo potuto identificarla: in precedenza avevamo solo la denominazione e grazie a questa indagine ora potremo verificare che tipo di organizzazione hanno e che distribuzione fanno. Tutto risale alla fiera di Hong Kong quando il cliente aveva appurato che c’era questo marchio e che era registrato dal 2008: la Mido in fondo è stata la prima occasione in cui s’è potuto verificare meglio».

Oltre alla denuncia, che darà il via a una indagine penale, la Revert si muoverà anche sul piano civilistico promuovendo «altre azioni per far dichiarare la nullità del marchio cinese. Ora tutto è in mano alla magistratura». Grazie alla Finanza si è arrivati al sequestro: il comando di Rho, con il maresciallo Sparascio e il comandante, hanno impacchettato tutto: stand, materiale promozionale e occhiali.
 
«Il titolare pare sia un cinese» continua il legale «si sta provvedendo alla sua identificazione. E’ un bel risultato: si sa bene come le società cinesi tendano ad allungare i loro tentacoli e per il distretto cadorino e bellunese è un danno».
(06 marzo 2010)
Mar 20th

Più food made in Italy a Pechino. Nuovi canali distributivi per le aziende

By alessandro
Più food made in Italy a Pechino. Nuovi canali distributivi per le aziende

Giovedí 18.03.2010 20:11
Food in Cina
Firmato in Cina un accordo molto importante che consentirà alle imprese dell'agroalimentare italiano di poter competere sul mercato ad armi pari con le aziende del food francesi e americane. L'Agenzia per la Cina e la Tianjin Foodstuffs Imp hanno infatti raggiunto un'intesa per distribuire i prodotti made in Italy dell'agroalimentare, appoggiandosi a una capillare piattaforma multicanale che servirà, dai supermercati ai ristoranti, tutto il territorio nazionale cinese.
 
Nella prima fase, birra, vino, spumante e prosciutto italiano, faranno da apripista alle altre eccellenze della cucina italiana, in una azione di consolidamento che mira a rendere sempre più facilmente accessibile il prodotto Italiano di qualità, alle centinaia di milioni di cinesi della nuova classe media.
 
Le prime aziende che hanno potuto beneficiare di questo accordo sono state le aziende Birra Castello Spa e Astoria Vini che hanno già attivato l’attività commerciale e ricevuto le prime proposte di acquisto nel quadro degli accordi appena sottoscritti. “Nei nostri incontri abbiamo avuto una sensazione positiva e di grande concretezza,“ ha dichiarato Giorgio Polegato, proprietario della Astroria Vini, “basti pensare che quale primo ordine di prova, abbiamo ricevuto una richiesta di 10 cointaners che rappresentano ben 130mila bottiglie su una nostra produzione annua di un milione”.
 
“Grazie al lavoro sviluppato dal Ministero”, ha dichiarato Giuseppe Micucci direttore generale della Birra Castello, “abbiamo avuto la possibilità di entrare in contatto con serie strutture della distribuzione cinese che hanno apprezzato la qualità e la serietà della nostra azione commerciale. Dall’incontro con i distributori cinesi, abbiamo avuto la sensazione del grande rispetto riservato all’Italian style. Per quanto ci riguarda, in Cina intendiamo portare il nostro stile che in controtendenza all’immaginario collettivo che associa la birra ad altre culture e paesi diversi dall’Italia, combina la nostra tradizione di mastri birrai all’Italian style, attraverso un packaging che richiamo la nostra italianità e il design italiano così apprezzato in Cina”.
 
L’accordo sottoscritto oggi, come del resto era stato deciso tra il ministero per le Politiche Agricole italiano e quello per il Commercio Cinese nell’ultima visita del ministro Zaia in Cina, rappresenta una pietra miliare nei rapporti tra le due nazione, anche per un secondo aspetto innovativo: il supporto attivo da parte italiana, alla veicolazione dei prodotti di alta qualità della cucina cinese sul territorio Italiano.
 
Supervisionato dall’attività del desk sull’Agroalimentare all’Italian Center di Shanghai, le produzione tipiche della tradizione cinese, potranno così trovare una seria distribuzione su tutto il territorio italiano, dopo che però saranno stati verificati il pieno rispetto di tutte le regolamentazioni sulla sicurezza alimentare vigenti dell’Unione Europea ed Italiana. Una garanzia per il consumatore italiano che così potrà entrare in contatto direttamente nel proprio supermercato con la “vera” cucina cinese e l’incredibile varietà che la contraddistingue, ai più ancora sconosciuta, visto che spesso si riduce ai soliti due o tre piatti importati dai ristoranti e take away cinesi.
 
Una mutua cooperazione tra Italia e Cina sull’agroalimentare, in un supporto reciproco affinché sulle rispettive reti distributive possano essere introdotti solo prodotti certificati e di alta qualità. Una collaborazione che attraverso il continuo scambio delle informazioni sui produttori ed esportatori, possa stroncare i traffici di prodotti alimentari di bassa qualità, spesso anche pericolosi per la salute stessa dei consumatori.
 
Tracciabilità, sicurezza alimentare, qualità dei sistemi logistici e di stoccaggio, qualità dei prodotti, distribuzione capillare sui rispettivi territori nazionali, sono le parole d’ordine della collaborazione a 360° attivata oggi, un modo concreto per finalmente consentire anche ai prodotti Italiani di potersi conquistare nuovi spazi in Cina, superando le barriere della grandi distribuzioni francesi ed americane che stanno facendo da filtro, favorendo i propri prodotti nazionali.
 
Un aiuto concreto alle imprese Italiane del settore, che per le loro ridotte dimensioni e l’assenza delle necessarie masse critiche, faticano a trovare i giusti spazi sui mercati internazionali presidiati dai colossi dell’Agroalimentare mondiale.
 
Ora con il supporto del desk sull’Agroalimentare all’Italian Center di Shanghai” ha sottolineato Polegato, ”intendiamo far conoscere ed apprezzare le qualità del Prosecco alla ristorazione più qualificata, non solo cinese e le grandi potenzialità di questo Spumante sui mercati internazionali.”

Da oggi infatti questo nuovo canale apre nuove e ben diverse prospettive, favorendo una riscossa del Made in Italia a tavola, in una competizione colpo su colpo ad “armi più pari” di prima, con i nostri tradizionali competitori dell’Agroalimentare.

Mar 24th

Agenzia velox

By generale66

E’ nato un nuovo marchio di vendita on line o in negozio

VELOX SHOP

 

Grazie alla diffusione di internet sta prendendo sempre più piede anche nel nostro paese la vendita e l’acquisto di oggetti e prodotti online. Qualche settimana fa abbiamo dato notizia di un nuovo sito di vendita ideato dall’Agenzia Velox di Renato Occelli, specializzata in siti web, servizi alle imprese, merchandising e promozioni. Si chiama “Velox Shop”, si entra tramite il sito www.agenziavelox.cn e vi si trovano  le istruzioni necessarie per l’iscrizione, cliccando su “registrati” e compilando il modulo con i propri dati. La registrazione è completamente gratuita. Si troveranno anche tutte le indicazioni per l’acquisto del singolo prodotto, consultando l’elenco di 22 categorie o digitando il nome dell’oggetto cercato. La vendita dei prodotti può avvenire in due modi diversi: si possono vendere singolarmente sul sito dell’Agenzia Velox o si può “affittare” dalla stessa un negozio virtuale, per il quale è necessario possedere una partita Iva. La procedura per creare un negozio è relativamente facile: bisogna anzitutto dargli un nome, inserire la partita IVA, descriverne in breve il tipo di merce che si intende vendere e poi scegliere  la grandezza sul menù a tendina. I costi dell’affitto sono commensurati alla tipologia e alla grandezza del negozio. Creato il negozio ed effettuato il pagamento si può cominciare a vendere on line.  Dal mese di aprile c’è un’altra novità collegata a questo tipo di vendita ed è la possibilità di utilizzare il marchio “Velox Shop” per creare dei negozi veri e propri dove vendere e acquistare gli oggetti richiesti dal mercato.

Perché tutte le operazioni di vendita sia sicure e trasparenti, sia nel sito sia nei negozi reali che portano il suo marchio, Velox Shop impone poche ma importanti regole ben determinate sul sito,  dal divieto di vendere prodotti falsi al fornire dati errati nella registrazione. Troverete anche un elenco di oggetti di cui la vendita sul web è vietata o limitata, infatti su Velox Shop non è possibile mettere in vendita qualsiasi cosa. Una volta imparate le regole (che altro non sono che norme di buon senso) ed effettuata la registrazione  potete mettervi al lavoro. Se avete dei dubbi potete telefonare a Renato Occelli, 380.3142405

Mar 25th

10 cose da fare a Shanghai

By alessandro
10 cose da fare a Shanghai

Grattacieli line il cielo alla ricerca sull'architettura classica e antiche pagode. Questa miscela di vecchio e nuovo turismo offre una vasta gamma di esperienze che sono sicuro di essere memorabile. Il seguente è solo un breve elenco dei luoghi e le attrazioni che Shanghai ha da offrire:
10. Peace Hotel - Questo magnifico hotel è stato costruito nel 1929 e rimasto come uno dei migliori hotel del mondo attraverso il 1930. Fai una passeggiata attraverso la hall, sala da ballo all'ottavo piano e fino al tetto di una splendida vista del Bund e Nanjing Lu.
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# 9. Shanghai World Financial Center - Per una buona panoramica della città, non c'è posto migliore che la cima di Shanghai World Financial Center di Pudong. Con 101 piani fuori terra di livello e svettanti ad un'altezza di 492m, è attualmente completato edificio più alto del mondo entro il tetto. Park Hyatt Shanghai è la componente hotel, diventando la più alta del mondo, superando il Grand Hyatt di Shanghai sulla 53o al 87o piano del vicino Jin Mao Tower.
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# 8. Xin Tian Di - ristorante più famoso di Shanghai e la zona bar è un ottimo esempio del successo dello sforzo di rinnovo urbano. I turisti e gente del posto pacco il giorno e notte strade. Xin Tian Di è diviso in Nord e Sud Blocks. Il Blocco Sud è il più moderno dei due ed è sede di uno dei primi centri commerciali della Cina principali, così come negozi, ristoranti e discoteche. Linee architettura Shikumen le vie del blocco a nord fornire un contrasto con la modernità del blocco sud.
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# 7. Yu Yuan Garden - Nel centro della Città Vecchia, a sud-ovest del Bund, il Giardino della Pace e Benessere offre una fuga dal ritmo frenetico della città circostante. Con 30 padiglioni e oltre 5 ettari, questo giardino 16 ° secolo può essere esplorata per giorni. Tra i numerosi templi e sale, il giardino roccioso Grande è il più popolare. Duemila tonnellate di rare pietre gialle sono combinati con colla di riso a formare una scultura imponente che si erge alto 46 piedi.
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# 6. Nanjing Lu - Nanjing Road è di gran lunga la via dello shopping più popolari di Shanghai. Folle marmellata la passerella pedonale per lo shopping e visite ogni giorno della settimana. Di notte le luci al neon brillano come la striscia di Las Vegas. Con centinaia di negozi e ristoranti c'è qualcosa per tutti. Si corre da ovest ad est Parco del Popolo fino al Bund.

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# 5. Tempio del Buddha di Giada - più famoso tempio di Shanghai, è noto per il suo Buddha di giada bianca ricavata da un unico pezzo di giada birmana. Portato a Shanghai nel 1881, le statue sono alloggiati in case separate tra gioielli belli e pietre. Inoltre vi sono anche sculture antiche, dipinti e preziosi cimeli culturale buddista

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# 4. Huangpu River Cruise - Con così tante opzioni da crociera diversa, non ci sono scuse per non godere di almeno una crociera sul fiume breve. Crociere variare da un rapido 30 minuti a 4 ore. Lungo il percorso, vedrai la gloria di Shanghai da una prospettiva completamente nuova. Il Bund, Jin Mao Tower, la Oriental Pearl TV Tower e Huangpu Park sono solo alcuni dei molti luoghi che per essere visto. Alcune crociere serali includono anche una cena sotto le scintillanti luci dei grattacieli di Shanghai.
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# 3. Il Bund - Questo famoso lungomare è stato il centro di Shanghai a partire dalla metà del 1800. Esso offre un sapore del passato con le strutture coloniali lungo la passeggiata e una visione del futuro attraverso il fiume in Pudong. punti di riferimento storici della città, nonché le nuove strutture del 21 ° secolo possono essere tutte visibili lungo il percorso 1 miglio. Si può ottenere molto affollato durante il giorno, quindi cercate di vedere la mattina presto con la gente del posto doing tai-chi o di notte sotto la luce di tutti gli edifici.
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# 2. Vedere la Shanghai Acrobatic Troupe - Questa compagnia di fama mondiale acrobatico compie notturne presso il Centro di Shanghai Theatre in mostra il loro talento incredibile. equilibrismi, contorsionisti, giocolieri piatto della filatura e complicati sono solo alcuni dei molti atti incredibili in mostra due ore. Ricordati di portare la macchina fotografica!
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# 1. Shanghai Museum - Considerato da molti come il miglior museo in Cina, il Museo di Shanghai ha 11 gallerie e oltre 120.000 reperti storici. The Stone Sculpture Gallery e la galleria di bronzo sono più popolari con collezioni che risale al 18 ° secolo aC Ci sono inoltre esposizioni speciali che a volte può essere molto affascinante.cose da fare a shanghai 9.jpg
Apr 9th

google lascia la cina

By alessandro
google lascia la cina
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Google lascia la Cina. O almeno, lascia Pechino: tutto il traffico del sito cinese di Google, Google.com.cn, è ridiretto sul sito di Hong Kong, Google.com.hk. Mountain View potrebbe decidere di espandersi in mercati come Corea del Sud e Giappone, dove finora è riuscita a conquistare solo una frazione della popolarità di cui gode in Europa e Stati Uniti. Il colosso americano ha deciso di dirottare il traffico altrove, abbandonando non il paese, ma l'autocensura che Pechino ha tentato di imporre.

Il Dipartimento di Stato americano aveva annunciato una mossa di questo tipo da parte di Google. Non c'è stato il paventato addio tout-court al grande Paese asiatico, ma uno spostamento dell'attività principale di Big G, il motore di ricerca, su un territorio libero da filtri. L'azienda manterrà un ufficio commerciale in Cina, anche se secondo le stime della Cnbc la dismissione di Google.cn potrebbe consentire a Baidu di conquistare il 95% del mercato della ricerca on line cinese. Ed aprire uno spazio anche a Bing, il motore di ricerca di Microsoft.

La Casa Bianca, in un comunicato, si dice "delusa" dal fatto che "Google e il governo cinese non siano stati in grado di raggiungere un accordo che consenta al motore di ricerca Google di continuare le sua attività in Cina". Ma la risposta di Pechino non si fa attendere: Google "ha completamente sbagliato" ad aggirare la censura, ha "violato una garanzia scritta", e il governo cinese si dice "indignato" per le "irragionevoli accuse" mosse dal gigante di Mountain View.

Cos'è successo. L'inizio ufficiale della disputa risale alla metà dello scorso gennaio, quando la versione cinese di Google, contravvenendo alle leggi,
ha rimosso i blocchi alla libera ricerca di parole e immagini. Così gli utenti di internet in Cina hanno potuto vedere e leggere cose che prima non potevano, sperimentando per la prima volta un web senza censura governativa. Ma gli attriti fra Big G e Pechino hanno in realtà avuto inizio qualche tempo prima, dopo la denuncia di alcuni attivisti cinesi dell'intromissione governativa nelle loro caselle Gmail, la posta elettronica di Google. Nei giorni successivi, numerosi giornalisti stranieri operanti in Cina hanno denunciato la violazione delle loro Gmail. Da qui in poi, lo scontro si è fatto man mano più intenso, fino all'annuncio di oggi.

Schermaglie. Tra l'apertura del web e l'abbandono della Cina, sono stati diversi
i tentativi da parte di Google di ricucire o quantomeno discutere con Pechino. Il governo cinese però è rimasto sempre inflessibile, anteponendo l'argomento della sicurezza nazionale a ogni richiesta di Big G di rimuovere obblighi di filtraggio e censura della Rete. Uno scontro intenso per i grandi interessi in ballo: con Google fuori dai giochi, il motore locale Baidu e Bing di Microsoft avrebbero da spartirsi una quota di mercato del 30%. Durante le trattative, non solo Pechino non ha receduto minimamente dalla sua posizione, ma ha anche detto che senza Google (la principale azienda del web a livello mondiale) il web in Cina avrebbe continuato a svilupparsi senza problemi. Ferri cortissimi insomma.

L'epilogo. Big G ha deciso: La Grande Muraglia è troppo stretta. Le attività di ricerca in cinese semplice vengono quindi dirottate su Hong Kong. Con la consapevolezza che Pechino potrebbe bloccare anche l'accesso a questa soluzione.  La dichiarazione di Mountain View è chiara: "Riteniamo che l'approccio di fornire ricerche non censurate in cinese semplice attraverso Hong Kong sia una soluzione ragionevole: è interamente legale e aumenterà significativamente l'accesso all'informazione dei cinesi. Ci auguriamo che il governo cinese rispetti la nostra decisione, anche se siamo consapevoli che potrebbe bloccare l'accesso ai nostri servizi".
May 22nd

grande successo di vendite per la lammborghini Murciélago in cina

By alessandro

grande successo di vendite per la lammborghini Murciélago in cina
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In Cina dove in poco più di una settimana sono stati venduti i dieci esemplari della Murciélago LP 670-4 SuperVeloce China Limited Edition, la serie limitata presentata al Salone dell'Auto di Pechino il 23 aprile scorso.

Questo boom di ordini (parliamo di una vettura che costa 770.000 euro...) in soli dieci giorni dalla chiusura del Salone, a cui si aggiunge anche la vendita di due Murciélago LP 670-4 SuperVeloce e di cinque Gallardo, di cui due LP 570-4 Superleggera, l'ultima novità della Casa del Toro, conferma il successo della strategia di Lamborghini sul mercato cinese, basata su una politica aggressiva di espansione della rete distributiva, sostenuta da una crescente passione per le supersportive da parte del mercato automobilistico cinese. Ad oggi sono 9 le concessionarie Lamborghini presenti nelle città di Guangzhou, Shanghai, con due punti vendita, Pechino, Chengdu, Hangzhou, Xiamen, Shenzhen e Hong Kong.

Lo scorso anno la casa bolognese ha consegnato nella Repubblica Popolare Cinese 80 auto nuove, con un aumento dell'11% rispetto al 2008, e i primi quattro mesi del 2010 confermano ulteriormente il trend positivo con 62 vetture consegnate da gennaio a fine aprile in Cina e Hong Kong (+ 130%).

Intenso anche il lavoro di promozione che il marchio sta svolgendo nel paese asiatico e ne è un esempio la recente partnership tra Lamborghini e l'Expo Shanghai 2010 che ha aperto da poco i battenti e dove il brand del toro è main sponsor dello stand della città di Bologna con l'esposizione di tutta la sua gamma al gran completo.