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Feb 16th

False griffe, maxi sequestro a Roma 500 mila tonnellate

By alessandro
False griffe, maxi sequestro a Roma 500 mila tonnellate

di Marco Maffettone

ROMA - Erano stipati in otto capannoni industriali nella zona di San Basilio, quartiere periferico della Capitale: una vera e propria cittadella fortificata gestita da cittadini cinesi che custodiva 500 mila tonnellate di merce contraffatta, tra giocattoli non a norma, capi di abbigliamento di grandi griffe e occhiali.

A scoprire la merce e a compiere uno dei sequestri di merce contraffatta più grandi mai effettuati in Italia sono stati gli uomini dell'Ufficio Immigrazione della Questura di Roma, in collaborazione con la Squadra Mobile romana. Nell'operazione sono stati denunciati per contrabbando due cinesi e altri 35 connazionali sono stati identificati. Il sindaco di Roma si è complimentato con la polizia per il maxisequestro sottolineando che "le indagini e gli accertamenti della Questura sono indispensabili perché per colpire in modo incisivo il commercio illegale è necessario agire sui punti di raccolta, stoccaggio e smistamento della rete del contrabbando, che proprio attraverso questi nodi sopravvive e si alimenta".

L'indagine è iniziata alcune settimane fa quando molti cittadini cinesi, che dovevano effettuare il rinnovo del permesso di soggiorno, hanno dichiarato di lavorare per due società sempre gestite da connazionali. Insospettiti gli inquirenti hanno effettuato alcune verifiche sulle due aziende e sono riusciti ad individuare in via Casale dei Cavalieri, gli otto capannoni, tutti recintati con il filo spinato e con delle vedette pronte a dare l'allarme in caso di necessità.

"Abbiamo dovuto effettuare un vero e proprio blitz a cui hanno partecipato settanta agenti - ha spiegato il dirigente dell'Ufficio Immigrazione della Questura, Maurizio Improta -. All'interno dei capannoni un numero spaventosi di scatoloni, suddivisi per generi, di merce contraffatta di marche importanti a cui mancano solo le etichette". Pellicce ecologiche, magliette e calzature delle più famose griffe italiane ed internazionali: negli oltre diecimila metri posti sotto sequestro, le forze dell'ordine hanno individuato materiale prodotto in Cina che, una volta giunto sul mercato parallelo dei marchi contraffatti, avrebbe raggiunto un valore che supera i 5 milioni di euro.

Gli inquirenti, inoltre, affermano che i giocattoli trovati sono tutti fabbricati senza alcun rispetto delle norme dell'Unione europea e quindi potenzialmente pericolosi per i bambini. Le forze dell'ordine dovranno ora ricostruire l'iter con cui questa merce è giunta in Italia, ma sono dell'idea che i capannoni sequestrati a San Basilio fossero utilizzati esclusivamente come luogo di stoccaggio per poi trasferire il materiale in altre città italiane e forse europee.

Feb 16th

Lamborghini Murcielago: in Cina l’esemplare numero 4000

By alessandro
Lamborghini Murcielago: in Cina l’esemplare numero 4000

 

Lamborghini Murcielago: in Cina l’esemplare numero 4000Volerà in Cina la Lamborghini Murcielago numero 4000, la SuperVeloce di colore arancio è stata acquistata da un facoltoso abitante della Repubblica Popolare.

Il ciclo produttivo della Lamborghini Murcielago sta volgendo al capolinea e stiamo ancora aspettando di fare la gradita conoscenza con il modello che ne raccoglierà l’eredità. Il modello top di gamma di Sant’Agata Bolognese ha comunque superato la rispettabile quota di 4000 esemplari venduti dal 2002 ad oggi.

E’ curioso sapere che proprio la Murcielago numero 4000 volerà presto in Cina, il suo nuovo proprietario risiede infatti nella Repubblica Popolare e ritirerà il bolide presso lo show room della casa ad Hangzhou nella provincia dello Zhejiang.

L’esemplare numero quattromila è una “comunissima” LP 670-4 con l’allestimento SuperVeloce (SV), dotata di una carrozzeria alleggerita e di una grande ala aerodinamica sul margine della coda; il nuovo proprietario ha scelto una vistosa nuance arancio per la carrozzeria così, se in Cina dovesse passare inosservata una Lamborghini, almeno per il colore la noteranno.

Giusto per dare una rinfrescatina ai dati tecnici, la Lamborghini Murcielago SV monta una versione da 670 cavalli del V12 da 6.5 litri, le sue prestazioni sono ovviamente stellari: 3.2 secondi per accelerare da 0 a 100 e 341 km/h di velocità massima.

Gabriele A.

Feb 25th

L'agroalimentare siciliano in mostra nei punti vendita della catena cinese "City Super"

By alessandro
Tra il 24 febbraio ed l’11 marzo vari punti vendita della grande catena di distribuzione cinese "City Super" allestiranno una vasta esposizione di oltre 170 prodotti tipici siciliani, tra cui formaggi, aceto, olio, vino, pasta e tanto altro ancora. L’iniziativa è il risultato di un’azione congiunta tra City Super, l’Istituto per il Commercio Estero (Ice) e la Regione Sicilia, ideata con l’obiettivo di presentare i nuovi prodotti siciliani ad Hong Kong, migliorare la conoscenza dei venditori cinesi e dei clienti finali della gastronomia siciliana, incrementare le vendite dei prodotti già presenti negli scaffali ed istaurare rapporti continuativi direttamente con i produttori.
Ne dà notizia oggi l’Ufficio di Coordinamento Ice sottolineando che l’attività promozionale prevederà esposizione e decorazione promozionale, allestimento aree di promozione e "Pop", cioè la breve descrizione di ogni singolo prodotto. Oltre all’istallazione di display nei vari negozi sono state realizzate brochure promozionale e distribuzione e organizzati momenti informativi, di dimostrazione culinaria e di degustazione.
Durante il primo fine settimana della promozione saranno inoltre presenti all’ingresso dei vari negozi uno chef regionale ed esperti nei diversi settori gastronomici. (aise)
Mar 7th

Nasce il nuovo sito cinese del Milan

By alessandro
L'AC Milan annuncia la nascita del nuovo sito ufficiale in versione cinese: http://acmilan.titan24.com. A partire da oggi, su acmilan.titan24.com, i tifosi rossoneri in Cina possono avere facile accesso a news e informazioni aggiornate sulla loro squadra del cuore, interamente in lingua cinese. La nuova versione del sito ufficiale è sviluppata in collaborazione con Titan Sports, il principale Gruppo Media sportivo cinese. La grande esperienza dell'equipe digitale di Titan aiuterà il Club italiano ad avvicinarsi sempre più ai suoi numerosi sostenitori cinesi. Secondo una recente ricerca di TNS Sports Asia, infatti, è il Milan la squadra più amata in Cina, con il 38% di tifosi, seguito da Real Madrid (22,4%) e Manchester United (21,6%). Grazie al supporto di Titan Online e alla sua vasta conoscenza dei bisogni locali, la nuova versione del sito è molto più completa e ricca di contenuti speciali. I tifosi cinesi riceveranno notizie esclusive in tempo reale, articoli e informazioni aggiornate su tutte le attività del Milan. Inoltre, potranno accedere all'archivio di foto e video ufficiali e interagire con gli altri fan attraverso le diverse possibilità di social networking disponibili sul sito. Il sito rappresenta uno strumento strategico per stabilire un canale di comunicazione diretto fra i tifosi e il Club. L'obiettivo del Milan è avvicinare i tifosi cinesi, favorendo la creazione di un'ampia community locale. L'AC Milan ha già dimostrato grande interesse verso questo mercato, sviluppando una speciale edizione in lingua cinese del TG web quotidiano, disponibile gratuitamente su MILANTIME, la web tv ufficiale del Club. Zhang Dunnan, Presidente di Titan Media ha commentato così l'iniziativa: "Questo nuovo sito si aggiunge alla grande famiglia dei siti ufficiali di Titan. Titan Online ringrazia il Milan e il Sig. Adriano Galliani per la fiducia conferita. La maggioranza dei tifosi cinesi appassionati di calcio europeo ha iniziato della Serie A e dal Milan, che oggi è la squadra più amata fra tutte; ecco perché ci sono profonde radici culturali. Titan Online costruirà il sito in maniera accurata e fornirà una piattaforma eccellente per tutti i supporters cinesi". Laura Masi, Direttore Marketing del Milan, ha aggiunto "Siamo orgogliosi di sapere che il nostro Club è il più amato in Cina. Per offrire ai nostri tifosi qualcosa in più che una semplice traduzione, abbiamo deciso di avvalendoci di un valido partner come Titan Sports. I tifosi otterranno così un canale di comunicazione esclusivo ed il Milan disporrà di un eccellente ed efficace mezzo di interazione con loro".
Mar 8th

La Cina e l’economia italiana

By alessandro
Una volta era consuetudine affermare che la cultura dell’avere fosse in auge solo in Occidente. Ora, bisogna correggere il tiro di questa affermazione, e dire: la cultura dell’avere è diffusa in Occidente, ma praticata da orientali del celeste impero. In particolare da cinesi, i quali non dedicano più la loro attività nella squisita raffinatezza della creazione di porcellana o del vasellame d’argento coi tipici motivi di peonie e fiori di loto, oppure nell’agricoltura (frumento, orzo, mais, avena, soia), ora sono degli imprenditori veri e propri, dei business man, ma all’estero. Più precisamente in Italia, dove, notoriamente, i controlli per cielo, per mare e per terra, lasciano ampiamente a desiderare. E cosi, negli ultimi anni, sono arrivati in Italia dai balcani ( Bosnia e Croazia) e da Malta 100.000 cinesi che risultano residenti regolari con l’obiettivo di fare soldi e, indirettamente, di mettere in ginocchio la nostra economia. Senza contare che la nostra Polizia ne espelle ogni anno ufficialmente 5 mila in quanto clandestini. Il che significa che ci sono almeno altri 50. 000 clandestini nascosti in appartamenti dove vivono anche in 12 persone. Il loro sistema politico si basa sull’ideologia comunista che, tra l’altro, non prevede la cultura dell’avere, casomai, prevede quella della solidarietà ma, evidentemente, il Manifesto di Marx ed Engels del 1848, l’hanno messo definitivamente in soffitta perché hanno scoperto che il business, in Italia, rende, e molto. Cosi la mafia cinese (le Triadi) che ha le sue basi ad Hong Kong e nell’Isola di Taiwan, spedisce in Italia centinaia di uomini e donne) dediti alla ristorazione, al tessile e abbigliamento (dove lavorano 800 mila italiani), al settore del pellame, ai giocattoli, all’industria orafa, alla produzione scarpe da ginnastica, alle tute, a maglioni, camicie, borse, valigie, bigiotteria, porcellana, materiale per la casa e gestione di internet cafè. Gli italiani che hanno la sfortuna di avere un negozio accanto al loro devono chiudere perché la “concorrenza sleale” dei cinesi che applicano prezzi sotto costo, inducono i clienti ad andare solo nei loro negozi. E cosi, ristoratori italiani, commercianti, piccoli imprenditori, agricoltori, sono costretti a chiudere la loro attività dopo anni di lavoro onesto. E lo Stato cosa fa? I nostri fanno bancarotta, i cinesi, spesso diretti dalla mafia del loro Paese (le famose Triadi): accumulano denaro fresco da riciclare in altre attività in Europa, negli Stati Uniti e Australia nell’acquisto di ristoranti e attività alberghiere che sono invece delle coperture. Loro sono in maggioranza confuciani, ma sono anche buddisti e taoisti e, almeno una delle loro tre religioni, si predica lo stile di povertà, non il lusso o l’avere. Ma i soldi, anche se sono lo sterco del diavolo: servono. Il problema, adesso, è tutto nostro, è tutto italiano e della Unione Europea. Una cosa è certa: questa situazione per molti lavoratori Italiani non è più sostenibile: sono costretti a chiudere l’attività, e a vendere l’azienda di famiglia. Lo Stato deve fronteggiare la situazione, da un lato controllando le frontiere e l‘interno dove ci risulta vivano molti irregolari nelle città di Prato, Biella, Vicenza, Busto Arsizio e Gallarate, e nelle seguenti regioni: Veneto, Emilia, Marche, Lazio e Campania. Dall’altro lato, in sede europea per bloccare questo traffico ( o tratta) di uomini e donne contadini che le Triadi tolgono dai loro villaggi per farli lavorare per proprio conto. Triadi che hanno scoperto un Occidente ricco e opulento in cui fare affari miliardari per qualche anno e poi rispedire in Cina questi contadini a produrre nuovamente riso, thè, tabacco, cotone, inta, canapa e lino, proseguendo il loro sfruttamento. Una domanda al ministro dell’Interno Pisanu: quanti affiliati alle Triadi ci sono in Italia? quanti arresti hanno eseguito le forze dell’Ordine per reati vari e quante attività illegali hanno chiuso? I Servizi di Sicurezza, attraverso il generale di C.A. Nicolò Pollari , già direttore del vecchio  Sismi, hanno  rivelato dati preoccupanti sugli arrivi clandestini dalla Cina che sfuggono ad ogni controllo, e sulle attività illecite dei cinesi: contrabbando, prostituzione, introduzione di container pieni di merci contraffatte, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Ha parlato anche delle Triadi, dell’alleanza di quest’ultime con la Camorra per riscuotere il pizzo per conto dei vari clan nei negozi italiani. Adesso ci aspettiamo dal ministro dell’Interno dei fatti e una adeguata risposta ferma, adeguata e risoluta. Noi eravamo abituati a pensare ai cinesi come a delle persone gentili e affidabili, con gli occhi a mandorla, ma, la cultura del profitto li ha cambiati : si sono chiusi, sono diventati ermetici e duri ( specie se affiliati alle Triadi), dediti al denaro, al profitto, e all’avere. Facciamo presto, facciamo una politica più aggressiva del made in Italy prima che, per le nostre famiglie e per le nostre aziende, e per il nostro Paese, sia troppo davvero troppo tardi.
Mar 10th

L’arte orafa italiana a Hong Kong

By alessandro
Hong Kong Int.l jewellery show” è una delle più prestigiose rassegne internazionali della gioielleria. Ha inaugurato il 5 marzo e prosegue fino al 9. Anche l’Italia partecipa alla manifestazione con oltre 100 aziende produttrici di gioielli in oro, argento, platino, corallo, pietre preziose e semipreziose, cammei, orologi e anche di vetrine e packaging per gioiellerie. Esposti oggetti e lavori dell’artigianato artistico tradizionale insieme a quelli dal design più innovativo provenienti da tutte le regioni italiane e in particolare dai distretti orafi di Arezzo, Valenza e Torre del Greco. L’ltalia ha possibilità di rafforzare ulteriormente la sua posizione di mercato che la vede, per il decimo anno consecutivo primo maggior fornitore europeo di gioielleria di Hong Kong e primo paese in assoluto per quanto riguarda i gioielli in oro. Nel 2009 le esportazioni italiane di prodotti della gioielleria hanno raggiunto il valore di 386 milioni di dollari, mentre il 2010 si è aperto con un aumento, a gennaio, del 112,50%.
Mar 10th

Zaia: presto anche gli agrumi italiani sbarcheranno in Cina

By alessandro
“Abbiamo ottenuto l’impegno delle autorità cinesi a mandare in Italia i loro ispettori per verificare l’idoneità dei nostri agrumi ai fini dell’esportazione in Cina. In questo modo abbiamo aperto un altro importante varco all’export del nostro agroalimentare nel Paese asiatico”.
Lo ha annunciato il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Luca Zaia, in visita ufficiale in Cina, dopo aver incontrato il vice-ministro dell’Aqsiq (General Administration of Quality Supervision, Inspection and Quarantine of the People's Republic of China – ‘Amministrazione Generale della Supervisione della Qualità, Ispezione e Quarantena cinese’), Pu Chang Cheng, il quale ha garantito l’impegno del Governo cinese a inviare i suoi ispettori, che è il primo passo verso il via libera alle esportazioni degli agrumi.
“Dopo l’intesa sui kiwi di luglio dello scorso anno – ha detto il Ministro – il ritiro dei dazi non tariffari anche sugli agrumi darà ulteriore slancio al nostro export agroalimentare verso il gigante asiatico. Un risultato significativo anche sotto il profilo del marketing del nostro Paese e delle regioni produttive del Sud in particolare. Penso a tutte le arance che giacciono non raccolte sugli alberi del Meridione, mentre il settore versa in una crisi profonda, una crisi dalla quale rischiano di generarsi gravi conflitti sociali, come hanno dimostrato i fatti della Calabria dei giorni scorsi”.
“Le nostre aziende agricole – ha continuato Zaia – producono qualità, un marchio per cui vale la pena spendersi in mercati strategici quale quello cinese. Un valore aggiunto, quello della qualità e della salubrità dei prodotti alimentari, alla quale anche la Cina pone sempre maggiore attenzione, come ha sottolineato lo stesso vice-ministro Pu Chang Cheng durante il colloquio che abbiamo avuto, in cui ha tra l’altro ribadito l’impegno del suo Paese a rafforzare il dialogo in materia di lotta alla contraffazione e agro pirateria”.
Mar 19th

World Expo di Shanghai 2010

By alessandro
World Expo di Shanghai 2010

World Expo di Shanghai 2010 la Cina sarà un grande evento per esplorare il pieno potenziale della vita urbana; sarà centrato su innovazione e l'interazione, ma offrirà anche una meravigliosa opportunità per cross-dialoghi cultura.

Mar 20th

Selex SI vende 8 radar alla CAAC (Cina)

By alessandro
Selex SI vende 8 radar alla CAAC (Cina)

Selex Sistemi Integrati ha firmato con la Civil Aviation Administration of China (CAAC) contratti per un valore totale di 19 milioni di dollari per la fornitura di otto radar. Il contratto prevede la fornitura di quattro radar primari, di cui uno in banda L e tre in banda S, tutti con tecnologia a stato solido, e quattro radar secondari modo S.
I sensori verranno collocati in quattro siti diversi, appartenenti a tre delle sette regioni di volo (FIR - Flight Information Region) nelle quali è suddiviso il territorio cinese. Gli impianti verranno installati a Wuzhong, nella regione di volo del Nord Ovest, a Chongqing nel centro Sud, a Guangzhou e Sanya nel Sud Est. Gli apparati di Sanya, sull’isola di Hainan, andranno ad affiancare i sistemi di Selex Sistemi Integrati già operativi dagli inizi degli anni ‘90 e faranno parte della rete di siti radar ai quali è affidato il controllo del traffico aereo delle affollate rotte del sud del Pacifico.

chi e' la Selex  ???

SELEX Sistemi Integrati è la società di FINMECCANICA che progetta, realizza e commercializza Grandi Sistemi per l'Homeland Protection, sistemi e radar per la difesa aerea, la gestione del campo di battaglia, la difesa navale, la gestione del traffico aereo ed aeroportuale, la sorveglianza costiera e marittima. L'azienda, che occupa circa 4.200 dipendenti, vanta un'esperienza di cinquanta anni e una clientela in 150 Paesi.
Con sedi principali in Italia, Regno Unito (SELEX Systems Integration Ltd), Germania (SELEX Systems Integration GmbH) e Stati Uniti (SELEX Systems Integration Inc), la società è in prima fila anche nella Ricerca & Sviluppo, grazie ad investimenti annui pari a circa il 20% del valore della produzione.

link ufficiale www.selex-si.com
Mar 22nd

Imminente la chiusura di google in Cina , che succedera'?

By alessandro

Imminente la chiusura di google in Cina , che succedera'?

Aggiornamento: 2010/03/19 

La prospettiva di una soluzione alla situazione di Google sta dimmer ogni giorno che passa e il tempo di attesa è straziante. Se i negoziati a porte chiuse, sono ancora in corso, i media dicono che è "il 99,9 per cento certo" che la fine è vicina per il gigante internazionale della ricerca web in Cina.

Se ciò si avvera, ogni partito sarà un perdente: utenti, inserzionisti, Google stesso e il governo cinese.


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Sì, "il cielo non cadrà" - come dice il cinese va - se Google ha deciso di fare le valigie e lasciare la Cina. Altri giocatori salteranno a riempire il vuoto lasciato dal suo ritiro. Ma per molti utenti di Internet, Google è diventato uno stile di vita. La sua importanza - come l'aria, la cui esistenza può essere sentito solo quando è portato via - continuerà ad essere percepita da coloro che sono abituati alla sua "professionale, completo ed efficiente" servizio. Come si sentono gli utenti di Internet, se ne è a "Google" su una pagina web senza il familiare, ma in continuo cambiamento, il logo pop? Nessuna scusa, comunque rassicurante che sia, può diminuire il dolore gli utenti di Internet abbiano a soffrire quando viene negato l'accesso locale al mondo più grande e più efficiente servizio di ricerca web.

Per Google, nulla può essere più sconvolgente in termini di lucro di un ritiro dalla Cina, il più grande e più veloce del mondo mercato in crescita. Se può guadagnare la superiorità morale citando la censura del governo e dello Stato-backed attività di hacking come le ragioni dietro la sua uscita prevista, non vi è alcuna giustificazione diversa temerarietà per lasciare circa 400 milioni di navigatori cinesi dietro. Questo, oltre al fatto che Google conosceva l'ambiente operativo in Cina, quando la prima volta, rende la società appaiono aggressivi ed eccitabile a impegnarsi in uno scontro diretto con Pechino, che è noto per la sua storia non muovo su tutto ciò che concerne la sua regola e la sovranità.

Per il governo cinese, il ritiro di Google porta poco conforto. Sarà solo rafforzare la percezione occidentale della Cina come un violatore di piegato la libertà in internet sul staunching il libero flusso delle informazioni. Sarà inoltre possibile aggiungere benzina sul fuoco per il peggioramento delle relazioni sino-USA, già turbata da problemi che vanno da Taiwan al Tibet, dai diritti umani al commercio.

Un segreto di negoziazione di successo è compromesso. Teniamo le dita incrociate che un compromesso dell'ultimo minuto può essere fatto nei colloqui tra Google e Pechino in modo che una faccia soluzione di risparmio possono essere trovati per entrambe le parti