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Gdf Ancona scopre contrabbando silicio metallico dalla Cina

Published by: alessandro on 7th Mar 2010 | View all blogs by alessandro
Ancona - Le Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Ancona hanno scoperto un illecito traffico internazionale di metalli non ferrosi (silicio metallico), che ha coinvolto numerose società italiane, rumene e cinesi, per un’evasione dei diritti doganali di oltre 1,5 milioni di euro ed una evasione all’I.V.A. di oltre 2 milioni di euro.
Il minerale, oltre 2.500.000 Kg. quello sequestrato e accertato in consumo, è tra i più presenti in natura ed utilizzato in tutti i settori della chimica.
I maggiori produttori al mondo sono la Cina e la Russia che lo ricavano dalle miniere ed il Brasile che lo ottiene dalle noci di cocco.
Le indagini, dirette dalla Procura della Repubblica di Macerata e condotte dal Nucleo di Polizia Tributaria di Ancona, hanno riguardato il silicio metallico proveniente dalla Cina su cui l’Unione Europea ha applicato un maggior dazio denominato “antidumping” pari al 49% del valore del prodotto, a tutela di quello ricavato negli Stati comunitari.
L’organizzazione criminale sgominata acquistava il silicio in Cina e, via mare, lo trasportava in Romania (Stato all’epoca dei fatti appartenente ai Paesi Extra-UE), nella zona franca del porto di Costanza.
In quel Paese, otteneva la falsa origine rumena, anche attraverso il rilascio di certificati ideologicamente falsi, procurati con la corruzione di pubblici ufficiali, ed una volta fatto giungere in territorio comunitario attraverso i valichi doganali di Trieste e di Fernetti (TS), lo sdoganava con documentazione attestante la falsa provenienza e lo vincolava al regime del deposito fiscale IVA, ottenendo il differimento della tassazione dei beni al momento dell'effettiva utilizzazione.
In realtà, le merci, una volta estratte dal deposito, venivano immesse in consumo nelle Marche ed in Lombardia attraverso il sistema di frode comunemente denominato “carosello”, quindi in contrabbando ed in evasione dei diritti doganali “antidumping” e dell’I.V.A., che così consente di mettere in commercio il prodotto “sottocosto” con conseguente distorsione delle regole di concorrenza del mercato.
L’attività, ha permesso di effettuare il sequestro di silicio metallico e degli autoarticolati rumeni impiegati per il trasporto, nonché di denunciare all’Autorità Giudiziaria di Macerata n. 15 soggetti di origine italiana e rumena, perché si associavano tra loro allo scopo di commettere delitti di contrabbando, truffa ai danni dello Stato, falsità ideologica, emissione e registrazione di fatture soggettivamente inesistenti.
Gli elementi raccolti hanno, altresì, permesso di eseguire una successiva attività di Polizia Tributaria anche su tre società marchigiane coinvolte. Le risultanze ispettive hanno portato alla constatazione dell’emissione ed utilizzo di fatture per operazioni inesistenti per circa 5.000.000,00 di euro, cui sono seguiti i relativi recuperi di imposta in materia di I.V.A., II.DD. ed I.R.A.P..

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