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MADE IN ITALY - Prato: smantellata filiera cinese

Published by: alessandro on 20th Mar 2010 | View all blogs by alessandro

Oltre un milione i capi di abbigliamento recanti false etichettature Made in Italy e 80mila rotoli di tessuto irregolare, per 6.300 chilometri, sequestrati dalla Guardia di Finanza di Prato, in un'operazione che ha smantellato un'intera filiera cinese che importava e commerciava prodotti tessili e di abbigliamento in violazione di tutte le norme in materia di sicurezza e tutela dell'origine del prodotto.

Dopo una capillare attività investigativa, i finanzieri hanno deciso di intervenire in due aziende cinesi ubicate nella zona industriale di Prato: nella prima azienda è stata individuata e smantellata l’intera filiera del falso Made in Italy, che si sviluppava mediante l’importazione di migliaia di capi di abbigliamento finiti privi di indicazione di provenienza che venivano trasformati in Made in Italy con l’apposizione di specifiche etichette e di cartellini recanti nomi italiani di griffe di fantasia, in modo da aumentare la visibilità e la credibilità di una produzione nazionale. Trovati anche rotoli, per migliaia di metri, di etichette Made in Italy da tagliare e cucire sui vestiti. Oltre a sequestrare tutta la merce presente in azienda, i finanzieri hanno anche denunciato all’autorità giudiziaria un responsabile, per il reato di vendita di prodotti con false indicazioni (articolo 517 del codice penale). Nell’altra azienda, sono stati scoperti più di 80mila rotoli di tessuto senza l’etichettatura obbligatoria di composizione, importati direttamente dalla Cina e destinati in buona parte alle confezioni pronto-moda del distretto pratese ma, vista la quantità di prodotto, anche a numerosi clienti in ambito nazionale ed europeo.

L'operazione si inserisce si inserisce nell'intensificazione dei servizi volti a contrastare l'illegalità economico-finanziaria, previsti nel ''Patto per Prato Sicura'', recentemente rinnovato alla presenza del ministro dell'Interno Roberto Maroni.

Commenti

1 Commento

  • giobbe
    by giobbe 3 months fa
    E QUESTE COSA SONO ?? LEGALITà
    Testo: ERAVAMO NEL 2007 - ORA è PEGGIORE
    Va da sè che l'evasione accertata è solo la punta di un iceberg: il lavoro si è del resto concentrato su un tipo di frode non mettendo l'accento su altre forme come la presenza di lavoratori in nero (per cui quindi non risulta alcun contributo) o la mancata fatturazione. E non solo. Si è andati a analizzare la situazione non di quelle aziende, com'è prassi tra i cinesi, che aprono e chiudono in un lampo, ma delle realtà produttive dove si è individuata la possibilità di un recupero.
    «Le aziende non in regola - è sempre il colonnello Tucci a parlare - sono un terzo dell'esistente e contiamo di recuperare una bella fetta dell'evasione accertata». 29 agosto 2007

    Testo: SALVE GIULIO OGGI LA STRESSO , SONO IN CONVALESCENZA DA ERNIA INGUINALE E STò FACENDO DELLE RICERCHE SU QUESTI MALEDETTI CINESI.
    HO TROVATO QUESTA:
    L’idea è molto semplice ma presenta al tempo stesso grandi potenzialità per la lotta all’evasione. Essa è circolata ma in modo ancora esoterico e non si è aperta su di essa una vera discussione. Invece secondo noi essa merita una riflessione seria e convinta in sede tecnica e una giusta considerazione all’interno degli strumenti operativi per la lotta all’evasione.

    Eccola: prevedere l’obbligo di rilasciare, a favore del cliente, anziché lo scontrino o la ricevuta fiscale, uno scontrino speciale, un “gratta e vinci”. Esso può avere diverse applicazioni concrete: ad esempio, un “gratta e vinci” avente valore nominale di giocata corrispondente a quanto speso – cosa che potrebbe permettere di incorporare, a sua volta, la valenza fiscale dello scontrino. Oppure uno scontrino con un numero seriale, al quale abbinare lotterie settimanali, quindicinali o mensili di importo variabile.

    Questo strumento è già applicato da diverso tempo e con un buon successo in Cina (Lottery Receipt Experiment, LRE), a Taiwan e in Corea e anche in altri Paesi asiatici che in quanto ad evasione ed economia sommersa la sanno lunga

    PRATO. Quasi diciotto miliardi delle vecchie lire. La bellezza di 9,3 milioni di euro di euro di evasione accertati su un bacino di 500 aziende cinesi che operano a Prato. È l'ultima operazione portata a termine dalla Guardia di finanza di Firenze in collaborazione con gli ispettori provinciali dell'Inps. Le ditte in questione pagavano un decimo dei contributi per i propri dipendenti arrivando negli ultimi cinque anni a eludere il pagamento di centinaia di migliaia di euro ciascuna. Il grosso buco contributivo è stato accertato grazie a un'indagine pilota che ha consentito di incrociare più informazioni.
    Le aziende messe sotto controllo sono praticamente tutte quelle del territorio con titolari cinesi, con dipendenti e operative da molti anni. Nel gruppo degli evasori ci sono le aziende tessili ma anche altre realtà manifatturiere e non mancano all'elenco gli imprenditori più conosciuti nel distretto. Insomma l'accertamento ha riguardato quelle società dalle dimensioni maggiori e con un radicamento più forte nell'area pratese.
    NOTIZIE COME QUESTA E ANCHE PEGGIORI NE è PIENO IL WEB.
    QUESTA CRISI NON VI è DUBBIO è STATA CAUSATA DALLA CONCORRENZA SLEALE A NOI IMPRENDITORI, SLEALE INTENDO EVASIONE ALLE TASSE IMPORTAZIONE, MANO D'OPERA SOTTOPAGATA E IN NERO, ESPORTAZIONE DI VALUTA E IL PEGGIO è CHE IL GOVERNO ??SI TROVA , SEQUESTRA ECC. MA IL CINESE RICOMINCIA E RIAPRE L'ATTIVITà SEMPRE ILLECITA IN UN ALTRO POSTO , COME FACEVA DA DECENNI ANCHE IN CINA.
    SI AVVALE DI CLANDESTINI CINESI CHE NON PAGANO TASSE PERCHè PAGATI ANCHE SE POCO , MA IN NERO.
    NOI PAGHIAMO PER LORO ASSISTENZA SANITARIA E SERVIZI SOCIALI E MI SEMBRA ULTIMAMANTE ANCHE ASSEGNI DI INVALIDITà , PER FARLA BREVE TUTTI I DIRITTI E NESSUN DOVERE.
    QUANDO FINIRà ????? RIUFIUTATE PRODOTTI CINESI
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