Più food made in Italy a Pechino. Nuovi canali distributivi per le aziende
Più food made in Italy a Pechino. Nuovi canali
distributivi per le aziende
Firmato in Cina un accordo molto
importante che consentirà alle imprese
dell'agroalimentare italiano di poter
competere sul mercato ad armi pari con le
aziende del food francesi e americane.
L'Agenzia per la Cina e la Tianjin
Foodstuffs Imp hanno infatti raggiunto un'intesa per
distribuire i prodotti made in Italy
dell'agroalimentare, appoggiandosi a una capillare
piattaforma multicanale che servirà, dai
supermercati ai
ristoranti, tutto il
territorio nazionale cinese.
Giovedí 18.03.2010 20:11
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Nella prima fase, birra, vino, spumante e prosciutto
italiano, faranno da apripista alle altre
eccellenze della cucina italiana, in una azione di
consolidamento che mira a rendere sempre più facilmente
accessibile il prodotto Italiano di qualità, alle centinaia
di milioni di cinesi della nuova classe media.
Le prime aziende che hanno potuto beneficiare di questo
accordo sono state le aziende Birra Castello
Spa e Astoria Vini che hanno già
attivato l’attività commerciale e ricevuto le prime proposte
di acquisto nel quadro degli accordi appena sottoscritti.
“Nei nostri incontri abbiamo avuto una sensazione positiva e
di grande concretezza,“ ha dichiarato Giorgio
Polegato, proprietario della Astroria Vini, “basti
pensare che quale primo ordine di prova, abbiamo ricevuto una
richiesta di 10 cointaners che rappresentano ben 130mila
bottiglie su una nostra produzione annua di un milione”.
“Grazie al lavoro sviluppato dal Ministero”, ha dichiarato
Giuseppe Micucci direttore generale della
Birra Castello, “abbiamo avuto la possibilità di entrare in
contatto con serie strutture della distribuzione cinese che
hanno apprezzato la qualità e la serietà della nostra azione
commerciale. Dall’incontro con i distributori cinesi, abbiamo
avuto la sensazione del grande rispetto riservato all’Italian
style. Per quanto ci riguarda, in Cina intendiamo portare il
nostro stile che in controtendenza all’immaginario collettivo
che associa la birra ad altre culture e paesi diversi
dall’Italia, combina la nostra tradizione di mastri birrai
all’Italian style, attraverso un packaging che
richiamo la nostra italianità e il design italiano così
apprezzato in Cina”.
L’accordo sottoscritto oggi, come del resto era stato deciso
tra il ministero per le Politiche Agricole
italiano e quello per il Commercio Cinese
nell’ultima visita del ministro Zaia in
Cina, rappresenta una pietra miliare nei rapporti tra le due
nazione, anche per un secondo aspetto innovativo: il supporto
attivo da parte italiana, alla veicolazione dei prodotti di
alta qualità della cucina cinese sul territorio Italiano.
Supervisionato dall’attività del desk sull’Agroalimentare
all’Italian Center di Shanghai, le produzione tipiche
della tradizione cinese, potranno così trovare una seria
distribuzione su tutto il territorio italiano, dopo che però
saranno stati verificati il pieno rispetto di tutte le
regolamentazioni sulla sicurezza alimentare vigenti
dell’Unione Europea ed Italiana. Una garanzia per il
consumatore italiano che così potrà entrare in contatto
direttamente nel proprio supermercato con la “vera” cucina
cinese e l’incredibile varietà che la contraddistingue, ai
più ancora sconosciuta, visto che spesso si riduce ai soliti
due o tre piatti importati dai ristoranti e take away cinesi.
Una mutua cooperazione tra Italia e Cina
sull’agroalimentare, in un supporto reciproco affinché sulle
rispettive reti distributive possano essere introdotti solo
prodotti certificati e di alta qualità. Una collaborazione
che attraverso il continuo scambio delle informazioni sui
produttori ed esportatori, possa stroncare i traffici di
prodotti alimentari di bassa qualità, spesso anche pericolosi
per la salute stessa dei consumatori.
Tracciabilità, sicurezza alimentare, qualità dei sistemi
logistici e di stoccaggio, qualità dei prodotti,
distribuzione capillare sui rispettivi territori nazionali,
sono le parole d’ordine della collaborazione a 360° attivata
oggi, un modo concreto per finalmente consentire anche ai
prodotti Italiani di potersi conquistare nuovi spazi in Cina,
superando le barriere della grandi distribuzioni francesi ed
americane che stanno facendo da filtro, favorendo i propri
prodotti nazionali.
Un aiuto concreto alle imprese Italiane del settore, che per
le loro ridotte dimensioni e l’assenza delle necessarie masse
critiche, faticano a trovare i giusti spazi sui mercati
internazionali presidiati dai colossi dell’Agroalimentare
mondiale.
“Ora con il supporto del desk
sull’Agroalimentare all’Italian Center di Shanghai”
ha sottolineato Polegato, ”intendiamo far conoscere ed
apprezzare le qualità del Prosecco alla ristorazione più
qualificata, non solo cinese e le grandi potenzialità di
questo Spumante sui mercati internazionali.”
Da oggi infatti questo nuovo canale apre nuove e ben diverse prospettive, favorendo una riscossa del Made in Italia a tavola, in una competizione colpo su colpo ad “armi più pari” di prima, con i nostri tradizionali competitori dell’Agroalimentare.


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