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May 18th

Air Jordan 1 Awakening blackwhite

By vorces
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May 17th

Surefire Flashlight, plus petite, plus lumineux et certainement meilleur

By rolexes

Lampes de poche dans les magasins de matériels d'aujourd'hui rolex pas cher sont de plus en plus grand. Certains viennent même avec un tuner ventilateur incorporé, la radio et de travail écran de télévision pour attirer des costumiers. La grande taille et de toutes ces fonctionnalités sont créées pour inciter les acheteurs de la ténacité à la lampe de poche, l'efficacité et, bien sûr, la lumière brillante. Toutefois, plus grand ne signifie pas nécessairement dire mieux. Et montres rolex submariner les gens de lampe torche Surefire penser de cette façon.

Surefire Flashlight est vrai, avec son slogan, «plus petites, plus claires, mieux. Elle possède une ligne de lampes de poche fin pratique mais efficace élevé. Surefire Flashlight est quatre fois plus petit que lampe de poche ordinaire. Il est léger aussi, en raison de son mince, coque en aluminium, anodisé. Il est livré dans des petites batteries au lithium qui permet aux concepteurs de dessiner Surefire compact, léger et lampes de poche élégant. Certaines lignes sont dans les piles rechargeables, aussi, au cas où vous souhaitez renoncer à l'éviter de devoir racheter de nouveaux ensembles de batteries de temps en temps.

La fonctionnalité emballés lampes de poche dans les quincailleries aujourd'hui ne sont pas pratiques à utiliser lourds. Chaque fois qu'un élément va habitant, les chances sont grandes pour que la lampe de poche intégrée ira Busted aussi. C'est l'inconvénient de la plupart des lampes de poche intégrant des fonctionnalités supplémentaires. De plus, ayant un bulbe plus grand ne signifie pas que ce sera tout meilleur que son homologue plus petit. Surefire Flashlight, bien que compacte et légère, est cinq fois plus brillante que les lampes de poche ordinaire. Il ne vous laissera pas trébucher hors tension si vous cherchez pour votre chien dans les bois. Ou pendant une forte pluie au milieu de la nuit, le toit de votre garage s'est effondrée, votre lampe torche Surefire vous permet de faire le martelage et de collage jusqu'à ce que vous passer.

Surefire lampes de poche lampes de poche sont spécialisés. Ils sont plus coûteux que la plupart des lampes de poche là-bas, mais elles valent vraiment le détour l'acheter. Pour quelques dollars supplémentaires, vous serez en sécurité dans des endroits sombres, où seule une lumière vive peut vous aider à sortir de là scratch moins.


Mar 30th

IMPORTARE DALLA CINA SERVIZI VARI

By gerenx
Salve,
sono Domenico,
vivo in Cina da 4 anni e opero`da Guanzhou (CantonHyperlink)
l`annuncio e`rivolta a coloro che sono interessati ad importare dalla cina
e a ricevere assistenza per tutte le procedure dalla ricerca fabrica, al controllo di qualita`,
verificazioni documenti e affidabilita`azienda certificazioni ed infine suggerire la migliori soluzioni di trasporto
tutto questo naturalmente cecando di ridurre al minimo le vostre spese.
Vorrei precisare che io personalmente e il mio staff operiamo direttamente dalla cina quindi saro` responsabile
come italiano nei controlli merci in loco e di tutti gli altri tipi di supervisione, quindi le procedure non saranno seguite da parte di contatti in cina supervisinati a distanza.
penso questo sia fondamentale per la finalita`dei lavori seguiti da staff Italiano e non cinese visto che talvolta
il loro occhio e modo di pensare e`diverso dal nostro.
ho molta esperienza in questo settore e collabora gia`con medie inprese in spagna e italia.
Dispongo di un deposito per raggruppamento merci di circa 4000M2 e il mio ufficio funge gia`da anni come punto di riferimento per
diversi importatori.
Il mio obbiettivo e`quello di instaurare rapporti di fiducia con i miei clienti,duraturi e togliere loro tutti i mal di testa di quelle
che sono le fasi d`importazione gestionando il tutto con la massima attenzione e rispetto.
Offro servizi di interpretariato e seguo i mie clienti personalmente durante il loro viaggio rendendone la visita facile, piacevole e sopratutto produttiva.
Offro serieta`e la cerco nella stesso tempo.
Si prega ai perditempo di estenersi,grazie
mail: gerenx81@gmail.com
Skipe: terencenullo-kl
TEL: 0086 13725303575
Dec 1st

Cina, docente: «Siamo sull'orlo della bancarotta ma non possiamo dirlo»

By alessandro

Cina, docente: «Siamo sull'orlo della bancarotta ma non possiamo dirlo»

Sono parole del docente cinese Larry Lang, la cui lezione universitaria a porte chiuse è stata registrata e diffusa su internet. «Siamo come la Grecia ma questo sistema politico non ci permette di dire la verità. Diventeremo uno dei paesi più poveri del mondo». Cinque i segnali della crisi: debito enorme, inflazione, bassi consumi interni, bassa crescita e tasse altissime
30 Nov 2011

«Tutto quello che sto per dire è vero. Ma, secondo i canoni di questo sistema politico, non abbiamo il permesso di dire la verità. L'economia cinese è sull'orlo della bancarotta, le nostre province hanno i conti simili a quelli della Grecia». Non sono parole di un dissidente né di un analista di una qualsiasi "potenza straniera" desiderosa di screditare il regime. A sbilanciarsi sulla situazione economica della Cina è Larry Lang, docente di Studi finanziari presso l'Università cinese di Hong Kong e noto opinionista della televisione nazionale della Cina continentale.

La lezione, tenuta a porte chiuse dal professore a Shenyang, è stata registrata e l'audio in lingua cinese, diffuso tramite Youtube, è stato tradotto e rilanciato dall'Epoch Times e poi AsiaNews. Secondo Lang ci sono cinque segnali della crisi cinese. Il primo è il debito reale di Pechino che si aggira intorno ai 36 mila miliardi di yuan (circa 4 mila miliardi di euro): oltre a quello dei governi locali, tra i 16 e i 19,5 mila miliardi, c'è anche quello delle imprese statali pari a 16 mila miliardi. «Un debito in continuo aumento visto che gli interessi sono di circa 2 mila miliardi l'anno: le cose peggioreranno presto».

Secondo una ricerca del South China Morning Post le imprese statali in Cina, che rappresentano il 70% del totale, producono solo il 30% del Pil e nonostante i continui aiuti del governo comunista, che ha speso più di 560 miliardi di euro per fronteggiare la crisi, tante continuano a fallire. A indebitarsi sono soprattutto le imprese immobiliari, che continuano a costruire su ordine del Partito, chiedendo a prestito i soldi dalle banche, ma si calcola che almeno il 50% degli immobili resti vuoto a causa dei prezzi troppo elevati, pari a migliaia di euro al metro quadro a Pechino, ad esempio, a fronte di uno stipendio medio mensile di circa 200 euro. Il 30% delle agenzie immobiliari cinesi che ha chiuso negli ultimi due mesi e il timore per lo scoppio della bolla immobiliare cinese è stato espresso nelle ultime settimane dal Fondo monetario internazionale.

Il secondo segnale è l'inflazione, che i numeri ufficiali dicono attestarsi al 6,2%, mentre per Lang è in realtà salita fino al 16%. Numeri del tutto plausibili viste le continue proteste sociali che scoppiano a causa del caro vita. L'inflazione, tra l'altro, ha del tutto vanificato gli aumenti del salario minimo che in tutte le regioni si sono verificati negli ultimi anni. Il terzo segnale è lo squilibrio tra produzione industriale e consumo interno. Per il docente universitario solo il 30% dei beni prodotti dalle attività cinesi viene consumato, il mercato interno è molto debole. Questo avviene nonostante il governo abbia cominciato da qualche anno a mettere i bastoni fra le ruote alle imprese straniere, che vanno a produrre in Cina, per favorire quelle locali. Propio il mancato sviluppo di un mercato interno solido è, per Lang, il motivo del nuovo crollo del tasso di produzione industriale, che ha toccato il minimo storico di 50,7%.

Lang afferma poi che anche la crescita, che nell'ultimo trimestre ha toccato il 9.1%, percentuale più bassa degli ultimi due anni, è in realtà molto più bassa anche se i numeri vengono truccati: solo così si spiega una disocuppazione che riguarda il 9 per cento della popolazione. Infine, il docente cinese ha parlato dell'enorme pressione fiscale:  per l'industria raggiunge il 70 per cento del totale dei guadagni di un'impresa. Per i privati, invece, il 51,6%. Non a caso, la seconda economia del mondo ha un Pil pro capite pari ad appena 7.500 dollari l'anno, contro i 46 mila degli Stati Uniti e i 27 mila dell'Italia. «Appena lo tsunami economico inizierà a colpire la Cina - ha detto terminando la lezione - il regime perderà la sua credibilità e il nostro paese diventerà uno dei più poveri al mondo».

Sep 2nd

vendere in cina

By apollo73
vorrei informazione su come vendere in cina prodotti italiani; in particolare complementi d'arredo; arzzi cuscini, tessuti jacquard..!
Aug 13th

Un aiuto hai produttori italiani per vendere in Cina

By alessandro

Vi segnalo la nascita a Hong Kong di questo social network :

http://grocery-made-in-italy.ning.com

e ancora in costruzione , questo social network da me diretto , e gia con un minimo di struttura distributiva nel territorio ha come scopo quello di creare un portale in lingua inglese e cinese tradizionale per fare conoscere i prodotti tipici italiani tipo salumi formaggi bevande vini, in Cina.

se siete dei produttori o dei distributori potete iscrivervi gratuitamente , per un anno sicuramente non ci saranno da pagare fee d'ingresso , ma sara doveroso da parte vostra fornirci di materiale informativo con tanto di foto e possibilmente di video in lingua inglese, poi per le traduzioni in cinese ci arrangieremo noi.

p.s : per produttori o distributori, saranno accettati solo prodotti tipici di qualita , e dove fosse possibile certificati DOP IGP STG dal ministero del'agricultura.

Jul 30th

licenze / certificati

By poeticus
gran bel sito,
appena scovato e non ho potuto fare a meno di registrarmi.
Vista la cortesia nel rispondere ai vari posti, mi farebbe piacere ricevere da chi ne sa qualcosa, come si fa a capire quando siano necessarie delle licenze per vendere in italian dei prodotti provenienti dalla cina:
io, ho provato a ragionarci su, vi espongo il punto.
il prodotto importato pur non essendo una replica, adotta lo stesso sistema di funzionamento.....penso sia ovvio, essendo prodotto per il medesimo fine:
canne da pesca di un marchio famoso....e canne da pesca importate dalla cina con un loro marchio:
è necessaria una licenza....per il particolare metod adottato dalla marca famosa per arrotolare la lenza?
per me, è un dilemma.
se posso, mi chiedevo anche, dove e come trovare le certificazioni necessarie per poter essere commercializzate in unione europea:
il certificato CE deve essere apposto su ogni oggetto, o può essere apposto negli imballaggi in modo da essere controllati in dogana: chiedo perchè vedo che non su tutti i prodotti c'è il marchi CE, ad esempio nei pneumatici delle macchine non c'è: ma ve ne sono altri: ecco io mi chidevo come stabilire ad esempio sulle canne da pesca che certificati il fornitore mi deve mostrare: forse tramite il codice merceologico taric è individuabile?
scusate la prolissità e spero in una risposta di qualche buon'anima ;) 
Mar 6th

Italia a gennaio esportazioni +32% verso Hong Kong

By alessandro
Italia a gennaio esportazioni +32% verso Hong Kong

Giovedì 03 Marzo 2011 09:14

A gennaio 2011, le importazioni di Hong Kong dall’Italia hanno registrato un +31,92% rispetto allo stesso mese del 2010, con 471 milioni di USD e una quota dell’1,18%. Le esportazioni (ri-esportazioni*+prodotti nazionali) di Hong Kong verso 

l’Italia sono cresciute dell’11,06%, con 371 milioni e una quota dell’1%. Le importazioni di Hong Kong, dal mondo, sono cresciute del 21,91% con 39,98 mld. di USD e le esportazioni sono aumentate del 25,69% con un valore di 37,10mld.

Nel periodo di riferimento, le importazioni da parte dei primi cinque paesi fornitori sono state, in ordine per valore (miliardi di USD), quota e variazione: Cina (18,03; 45,09%; +24,61%), Giappone (3,49; 8,73%; +19,54%), Taiwan (2,95; 7,37%; +13,48%), Corea del Sud (1,92; 4,80%; +27,50%; Stati Uniti 1,86; 4,66%, +13,12%). Le forniture dall’Unione Europea (27 paesi), posizionate al 3º posto, hanno registrato un +24,54% con 3,23 mld. di USD e una quota dell’8,09%.
Tra i paesi dell’UE fornitori di Hong Kong, l’Italia e’ al quarto posto dopo Regno Unito, Germania e Francia che hanno registrato rispettivamente: +63,30%, -2,94% e +29,26, con quote di mercato dell’1,76%, dell’1,56% e dell’1,31%.
Le esportazioni di Hong Kong, invece, hanno registrato: Cina (+27,74%), Stati Uniti (+27,31%), Giappone (+14,31%), India (66,04%) e Germania (+15,67%) che sono, in ordine, i primi cinque paesi destinatari. L’Italia, al 16˚ posto, ha segnato un +11,06%. L’Unione Europea, al secondo posto dopo la Cina tra i paesi destinatari, ha registrato un +12,74%. Tra i paesi dell’Unione Europea, l’Italia e’ il quinto paese acquirente dopo Germania, Regno Unito, Olanda e Francia.

Esaminando l’andamento, in ordine di valore, delle prime 15 principali categorie merceologiche importate da Hong Kong dall’Italia, si osserva: abbigliamento in pelle +78,87%, abbigliamento +72,64%, artigianato +79,79%, macchinari e macchinari elettrici +5,12%, pelli e pellami 37,56%, calzature +57,72%, tessuti e filati 46,19%, gioielleria -0,72%, prodotti chimici e materie grezze -31,26%, prodotti eno-agroalimentari e tabacco -15,16%, prodotti ottici +43,07%, mezzi di trasporto in generale +28,33%, prodotti per arredamenti ed illuminazioni +30,88%, cosmetici +33,22%, metalli e prodotti in metallo -29,99%.

A gennaio 2011, Hong Kong ha ri-esportato verso il mondo merci provenienti da diversi paesi d’origine per 35,91 mld. di USD (+27,47%), di cui 218,44 milioni sono di origine italiana, 22,18 mld. di origine cinese e 13,51 mld. di origine di altri paesi. I primi cinque paesi destinatari sono stati, in ordine: Cina con 18,86 mld. (+28,81%), di cui 151,20 milioni di origine italiana, Stati Uniti con 3,67 mld. (+28%), Giappone con 1,50 mld. (+14,86%), India con 1,05 mld. (+70,52%) e Germania con 947 milioni (+15,17%). Il valore dei prodotti ri-esportati verso l’Unione Europea e’ stato di 3,90 mld. di USD, con una quota del 10,86% (+13,50%).
L’incidenza delle ri-esportazioni(*) di Hong Kong verso l’Italia e’ stata pari a 362,02 milioni di USD, con un +10,79% rispetto a gennaio 2010 con riferimento, in ordine di valore e per principali categorie, ad abbigliamento (+9,80%), macchinari e macchinari elettrici (+7,86%), abbigliamento in pelle (+29,67%), prodotti ottici (+9,19%), calzature (+0,48%), orologi e parti (+0,84%), giocattoli ed attrezzature sportive (-3,68%), gioielleria (+4,02%), artigianato (+41,93%), metalli e prodotti in metallo (+20,56).
Su un totale di 362,02 milioni di USD di prodotti ri-esportati da Hong Kong verso il nostro paese, 347,25 milioni (pari al 96,62%) e’ stato il valore dei prodotti di origine cinese.

Mar 3rd

Esportare in Cina

By AP Luxury Goods
Ragazzi sapete darmi qualche link affidabile di importatori cinesi che potrebbe interessargli la mia attività di vendita di accessori in pelle e borse di marchi prestigiosi di lusso?
Grazie mille 
Feb 25th

eccellenze italiane nel mondo PAGANI ZONDA part1

By alessandro
ultimamente in italia ce stato un clamoroso incidente automobilistico alla folle velocita di 320 km orari, visto che non ci sono state vittime , mi e sembrato doveroso postare questo video , e lo spot della pagani zonda .
una marca davvero poco popolare difficilmete da vedere in giro, ma da un carattere davvero deciso.

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