LA CUCINA ITALIANA SBARCA AD HONG KONG CON UMBERTO VEZZOLI
By alessandroL'iniziativa dell'InterContinental De la Ville di Roma vede protagonista lo chef del prestigioso albergo romano, Umberto Vezzoli, che stuzzichera' l'appetito di ospiti curiosi e importanti personaggi del mondo dello spettacolo, politico e finanziario, con sapori, colori e profumi mediterranei. "Sara' un vero e proprio viaggio di insegnamento delle basi della cucina italiana, regionale e di territorio", commenta il famoso chef che promette di conquistare i suoi ospiti non solo con piatti classici, ingredienti e ricette, ma anche "spiegando la differenza dei prodotti autentici come olio di oliva extravergine, l'aceto balsamico, il pane, la pasta, i formaggi, il vino, insomma insegnando a riconoscere la qualita' del cibo Italiano, come cucinarlo e come servirlo". Durante il suo soggiorno, Vezzoli terra' anche lezioni di cucina ai cuochi dell'InterContinental di Hong Kong, spiegando la filosofia ed il concetto dello stile italiano e la cultura del mangiare; dando informazioni sulle origini delle ricette, la provenienza dei prodotti, sui consorzi di tutela e i marchi che garantiscono la tipicita'. Sempre nelle stesse date saranno organizzate cene di gala dedicate a varie regioni, alle quali interverranno personaggi del mondo finanziario, politico e culturale.
Presenti all'evento anche i piu' famosi produttori di vino italiano, i migliori Baroli, il Brunello di Montalcino e le migliori bollicine della Franciacorta. Insomma, una kermesse di cultura e del buon vivere; di prodotti enogastronomici autentici. Il tutto all'insegna dell'eleganza, della perfezione e della semplicita', ingredienti con i quali la cucina italiana si distingue nel mondo.
Cina: città sempre più ricche e campagne più povere
By alessandroIl reddito pro capite nei centri urbani ha infatti raggiunto i 17.175 yuan (circa 1.700 euro), mentre nelle campagne è stato di soli 5.153 yuan. L'Ufficio non specifica i dati anno per anno, ma sottolinea che si tratta del divario più alto da quando, nel 1978, la Cina ha dato il via alla politica di riforme e di apertura dell'economia.
In un dialogo su internet nel fine settimana scorso, il premier Wen Jiabao ha affermato tra l'altro che il problema delle crescenti disparità di reddito tra le aree ricche e quelle povere è una delle principali minacce alla "stabilità sociale" della Cina.
"E' ingiusto che la ricchezza di una società sia nelle mani di un pugno di persone - ha sostenuto Wen - se questo succede, quella società è destinata ad essere instabile". Il problema dello sviluppo "ineguale", secondo la stampa cinese, sarà al centro dei lavori delle cosiddette "due Assemblee" - l'Assemblea Nazionale del Popolo e l'Assemblea Consultiva del Popolo - che si riuniscono per le loro sessioni plenarie annuali a partire da questa settimana, a Pechino.
ATS
Apple contro i minori in Cina
By alessandroIl rapporto annuale redatto da Cupertino sui partner stranieri rivela l'impiego di lavoratori minorenni, sottopagati e costretti a orari di lavoro prolungati ben oltre il limite massimo
Da Cupertino hanno preferito non rendere nota l'identità degli adolescenti, limitandosi a chiarire che "al momento non lavorano più o hanno superato il limite di età imposto dalla legge per essere impiegati regolarmente". Un'ammenda, quella della Mela, che per alcuni corrisponde a una vera e propria ammissione di colpa, ma che potrebbe anche costituire la dimostrazione che i controlli sempre più stringenti nei confronti delle aziende appaltatrici occupano una posizione di rilievo nella to-do-list di Jobs e soci.
A ogni modo quella dei lavoratori minorenni sembra essere solo una fra le molteplici irregolarità riscontrate da Apple nel corso dell'anno passato: più della metà delle realtà monitorate facevano lavorare i propri dipendenti ben oltre le 60 ore settimanali concesse da Apple in paesi dove non tutti effettuano questo genere di controlli e gli orari tendono a essere molto elastici.
Sicurezza alimentare: Cia, Cina regina delle frodi sul made in Italy
By alessandro24 Feb 10:54
L'agroalimentare siciliano in mostra nei punti vendita della catena cinese "City Super"
By alessandroNe dà notizia oggi l’Ufficio di Coordinamento Ice sottolineando che l’attività promozionale prevederà esposizione e decorazione promozionale, allestimento aree di promozione e "Pop", cioè la breve descrizione di ogni singolo prodotto. Oltre all’istallazione di display nei vari negozi sono state realizzate brochure promozionale e distribuzione e organizzati momenti informativi, di dimostrazione culinaria e di degustazione.
Durante il primo fine settimana della promozione saranno inoltre presenti all’ingresso dei vari negozi uno chef regionale ed esperti nei diversi settori gastronomici. (aise)
Il Made in Italy a Shanghai dal 1 maggio al 31 ottobre 2010
By alessandroG180 è una preziosa opportunità di business in Cina per le imprese italiane protagoniste eccellenti all'Expo Shanghai 2010. Questo progetto è nato dalla partnership tra due realtà italiane leader nei rispettivi settori - Alessandro Rosso Group per viaggi incentive ed eventi, e Lowe Pirella Fronzoni per la comunicazione integrata - con il patrocinio del Commissariato Generale del Governo per l'Esposizione Universale di Shanghai 2010. Sono previste 100 partenze giornaliere per 180 giorni di Expo, dal 1 maggio al 31 ottobre 2010, ovvero 18000 occasioni in più per promuovere l'eccellenza italiana in Cina.
"Non c'è dubbio che questa Esposizione Universale rappresenta una grande occasione per l'impresa italiana" aggiunge Alessandro Rosso "infatti è una vetrina unica per esporre le eccellenze del nostro Paese, inoltre offre l'opportunità di incontrare direttamente un mondo imprenditoriale e una società, come quella cinese, che sono in crescita, e si pongono ormai come uno dei propulsori dell'economia mondiale".
L'Expo 2010 segnerà l'inizio di una nuova era negli interscambi commerciali a livello planetario. Ci sono mille motivi per essere presenti, un viaggio d'affari con i propri collaboratori, un incentive con i propri clienti o un viaggio motivazionale con la propria rete di vendita . L'EXPO sarà ubicato nella zona sud della città, tra le due rive del fiume Huang Pucon, un area compresa complessiva di circa 5 kmq. Il governo cinese prevede 80 milioni di visitatori con una media giornaliera di un milione nei giorni più importanti, l'obiettivo è quello di fare dell'Expo Shanghai la più importante esposizione mai organizzata.
Ben 192 Paesi hanno già formalmente aderito all'invito degli organizzatori per la partecipazione all'Expo con un padiglione nazionale, ai quali si aggiungono 50 organizzazioni internazionali per un totale di 242 partecipanti. L'Italia sarà presente con un grande padiglione e il tema selezionato per la propria partecipazione è "La città dell'uomo". Il padiglione italiano è collocato nella zona C dell'area espositiva insieme a Europa America ed Asia. Durante tutto il periodo dell'Expo all'interno del Padiglione Italia 11 regioni e 3 città avranno a disposizione un periodo loro dedicato dove proporre le loro attività di business e culturali/ promozionali. Per la prima volta nella storia degli Expo Universali infatti, nel 2010 anche le città saranno protagoniste, in particolare gli organizzatori hanno riservato la Urban Best Practices Area (Ubpa) dove all'interno di ex-fabbricati industriali ristrutturati, alcune città presenteranno esperienze uniche ed innovative in tema di qualità della vita urbana.
Per l'Italia sono state accettate le candidature di Milano, Venezia Bologna. La regione Lombardia e la città di Milano come Expo Milano 2015 parteciperanno ad ottobre mentre Roma Capitale dal 15 al 22 settembre 2010. Roma inoltre organizzerà una mostra fotografica al Museo di Arte contemporanea sul tema "La Piazza in Italia" dal 21 aprile all'8 giugno 2010. La città di Venezia invece allestirà una mostra sui progetti di riqualificazione dell'Arsenale e di porto Marghera e Bologna presenterà progetti ed esperienze per una città multiculturale e multietnica
Oltre ai padiglioni espositivi e alle strutture ricreative per i visitatori, l'altro grande fattore di attrazione è rappresentato dal programma di eventi che verranno organizzati durante i sei mesi di manifestazione , da distinguersi tra quelli organizzati dai responsabili dell'Expo 2010 (celebrazioni, spettacoli e performances) e quelli organizzati dai soggetti partecipanti (programma di eventi dei padiglioni nazionali, giornate speciali, giornate nazionali).
Le esposizioni universali sono tradizionalmente una grande opportunità per tutti i paesi per presentare le loro eccellenze in campo economico culturale e sociale. Ma questi appuntamenti sono e per certi versi soprattutto una grande possibilità economica. Emergono così straordinarie opportunità d'affari che riguardano numerosi settori dalle costruzioni alla fornitura di impianti e macchinari fino ai servizi alle persone e alla vendita dei beni di consumo.
Per qualsiasi informazione e approfondimento Vi invitiamo a visitare il sito www.g180shanghai.com e da cui è possibile scaricare tutta la documentazione e a contattare i nostri uffici a Milano al n. 02 87387200 02 87387200, Mail: info@g180shanghai.com.
Efficienza e qualità accompagneranno i membri del progetto G180 con privilegi dedicati e con vantaggi:
Corsia privilegiata per l'acquisto dei biglietti di ingresso e per l'ottenimento del visto consolare
Possibilità di usufruire di un'area personalizzata all'interno del Padiglione Italia, soggetto a disponibilità, per meeting aziendali o per incontri professionali con il monde dell'imprenditoria internazionale
Possibilità di organizzare una cena o un cocktail in esclusiva all'interno del Padiglione Italia
"L'Expo di Shanghai è un appuntamento strategico per il rilancio delle imprese italiane" - commenta Alessandro Rosso, Presidente Alessandro Rosso Group - "Offriremo 18.000 possibilità in più per promuovere l'Eccellenza Italiana. Forse l'inizio di una vera 'Better Life' ed è per questo che vi invitiamo a partecipare con noi".
Lamborghini Murcielago: in Cina l’esemplare numero 4000
By alessandro
Volerà in Cina la Lamborghini Murcielago
numero 4000, la SuperVeloce di colore arancio è stata acquistata
da un facoltoso abitante della Repubblica Popolare.
Il ciclo produttivo della Lamborghini Murcielago sta volgendo al capolinea e stiamo ancora aspettando di fare la gradita conoscenza con il modello che ne raccoglierà l’eredità. Il modello top di gamma di Sant’Agata Bolognese ha comunque superato la rispettabile quota di 4000 esemplari venduti dal 2002 ad oggi.
E’ curioso sapere che proprio la Murcielago numero 4000 volerà presto in Cina, il suo nuovo proprietario risiede infatti nella Repubblica Popolare e ritirerà il bolide presso lo show room della casa ad Hangzhou nella provincia dello Zhejiang.
L’esemplare numero quattromila è una “comunissima” LP 670-4 con l’allestimento SuperVeloce (SV), dotata di una carrozzeria alleggerita e di una grande ala aerodinamica sul margine della coda; il nuovo proprietario ha scelto una vistosa nuance arancio per la carrozzeria così, se in Cina dovesse passare inosservata una Lamborghini, almeno per il colore la noteranno.
Giusto per dare una rinfrescatina ai dati tecnici, la Lamborghini Murcielago SV monta una versione da 670 cavalli del V12 da 6.5 litri, le sue prestazioni sono ovviamente stellari: 3.2 secondi per accelerare da 0 a 100 e 341 km/h di velocità massima.
Gabriele A.
Dalla Cina attacchi "invisibili"
By alessandro"Migliaia di aziende Usa spiate"
Sconcertante relazione di un'azienda di sicurezza informatica americana. I cyberattacchi provenienti dal territorio cinese riguardano una miriade di aziende e istituzioni. Usano una nuova tecnica, difficile da combattere. "È spionaggio industriale" di TIZIANO TONIUTTI
Primo elemento. Le aziende (americane) sotto attacco informatico da parte di hacker asiatici non sono una o due e nemmeno cinquanta. Si tratterebbe di migliaia di imprese e istituzioni, tra queste anche diverse adette alla sicurezza nazionale.
Secondo elemento. A quanto dichiara Mandiant, che ha illustrato il suo report a una conferenza sul cyber-crimine sponsorizzata dal dipartimento della Difesa americano, siamo di fronte a una nuova forma di attacco informatico. Non più una semplice intrusione per carpire dati, ma un tipo di infiltrazione a lunga permanenza, che Mandiant chiama APT: Advanced Persistent Threat, ovvero minaccia avanzata e persistente.
Terzo elemento. Gli attacchi Apt aprono il campo a forme di phishing interno e sofisticato, quasi impossibili da individuare una volta che il codice malevolo agisce a regime. Gli intrusi possono così trafugare documenti e informazioni attraverso le password autentiche dei sistemi infiltrati, e prelevare dati in forma di file completi (Word, Powerpoint, Acrobat). Un sistema di compressione ben fatto compatta e spezzetta i dati in più mini-archivi, che viaggiano all'interno del network praticamente inosservati. Per farli uscire, si utilizzano trucchetti sulle porte e falsi "header" dei file, che i sistemi anti-intrusione fanno passare tranquillamente. Uno dei punti più deboli nella sicurezza delle reti è spesso lo scarso o inefficace monitoraggio del traffico interno e di quello in uscita. La stragrande maggioranza delle risorse va all'analisi del traffico in ingresso.
Spionaggio sofisticato. Mandiant ha analizzato praticamente tutti i più importanti attacchi informatici degli ultimi tempi, tra cui quelli alla Heartland Payment Systems e RBS Worldpay. E il report specifica bene che il tipo di aggressione subita da queste aziende è significativamente diverso rispetto a quelli riservati a Google e ad altre reti negli ultimi tempi. Non più attacchi basati sul'accesso ai database per ottenere dati sensibili e rubare le identità: nel mirino degli attacchi Apt ci sono file e documenti tout court, da rubare e da portare fuori. Spionaggio puro che individua una strategia precisa dietro l'interesse verso determinati obbiettivi.
"Ecco le prove". La natura degli attacchi Apt è profondamente diversa e per definizione residente. Mandiant dichiara di aver trovato all'interno di una sola rete più intrusi Apt, ognuno intento a trafugare dati per conto suo e per diversi utilizzatori finali. E le aziende/istituzioni sono reticenti nel dichiarare di essere state colpite (Google in questo specifico caso è l'unica eccezione). Peraltro l'intrusione Apt avviene spesso in modo banale, attraverso vulnerabilità degli strumenti di Office, Internet Explorer, Acrobat e i più comuni programmi da ufficio. Nel caso di Google è bastata una email-tranello che utilizzava un buco in Explorer 6, non dichiarato pubblicamente da Microsoft.
Google chiede aiuto alla Nsa. Il motore di ricerca avrebbe già attuato una contromossa con un accordo con la Nsa, l'agenzia americana per la sicurezza nazionale. Un atto quasi dovuto dopo la denuncia da parte di Big G di un attacco informatico senza precedenti da parte della Cina. Scopo dell'accordo è mettere al sicuro Google e i suoi utenti da future intrusioni. Secondo alcune fonti, l'alleanza di Google con la Nsa, la più potente organizzazione di controllo elettronico, avrebbe lo scopo di consentire alle due parti di condividere informazioni cruciali senza violare le linee di condotta di Google o le leggi che proteggono la privacy nelle comunicazioni online. In base all'accordo, la Nsa non potrebbe vedere le ricerche degli utenti o gli account di posta elettronica, hanno detto le fonti. Google inoltre non condividerebbe dati di proprietà con la Nsa.
"Dati trafugati verso la Cina". Uno dei punti chiave nell'analisi di Mandiant è che il traffico dei dati trafugati, una volta sottratti, si direziona inequivocabilmente verso indirizzi internet in Cina. L'azienda rivela che gran parte degli istituti legali coinvolti nella gestione di affari con la Cina come l'acquisto di azende, ha subito attacchi informatici Apt. Porre rimedio non è semplice e attualmente i sistemi noti sono inefficaci. A volte il codice Apt rimane "dormiente" anche per lunghi periodi, un anno ad esempio. E anche individuando la minaccia e rimuovendo dalla rete le macchine interessate, non vi è alcuna garanzia di aver respinto l'attacco. Che l'antivirus aggiornato riesca a individuare la minaccia di un malware sulla rete aziendale non significa necessariamente aver stroncato l'attacco. Nel frattempo gli hacker hanno già raffinato le loro tecniche di infiltrazione e probabilmente hanno già depositato, in poco tempo, nuovo software malevolo. La realtà ha insomma una trama ben più fitta di quella di un buon film sul cyberspionaggio.
© Riproduzione riservata (04 febbraio 2010 )
Cina indaga sulla ricomparsa della melammina nei negozi
By alessandro|
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PECHINO (Reuters) - La Cina ha lanciato controlli in tutta la nazione su derivati del latte che potrebbero contenere melammina, dopo che il composto chimico che nel 2008 uccise almeno sei bambini è riapparso sugli scaffali dei negozi. Lo ha detto oggi un giornale ufficiale.
Residui di latte in polvere contaminato dalla melammina, che può risultare come proteina nei test, sono stati riutilizzati come materie prime per prodotti freschi, dice il Quotidiano del Popolo citando una conferenza tenuta dall'Autorità per la sicurezza alimentare.
Partite di prodotti freschi di tre società cinesi sono state ritirate dai negozi nella provincia sudoccidentale di Guizhou il mese scorso dopo essere risultate positive alla melammina.
Prodotti caseari contaminati sono stati trovati in diverse province nel 2009, dalla provincia nordorientale di Liaoning al distretto economico di Shanghai, scrive il giornale.
"Nonostante la campagna in corso per la sicurezza alimentare, alcune imprese e singoli individui sono accecati dall'avidità, e ignorano la salute e la sicurezza del pubblico", scrive il quotidiano.
Gli ultimi casi di contaminazione non avrebbero provocato morti o malattie, a differenza di quanto accadde nel 2008 quando oltre alle vittime la melammina - che può causare calcoli renali - fece ammalare 300mila bimbi.
Lo scorso novembre la Cina ha giustiziato due persone per il ruolo nello scandalo della melammina.
-- Sul sito www.reuters.it le altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia
Finita luna di miele Usa-Cina
By alessandro
Finita
luna di miele Usa-Cina| La questione di Google sta avvelenando i rapporti bilaterali ma Pechino vorrebbe ancora arginare la deriva | |
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di Francesco
Sisci
PECHINO -- Se non è la fine del breve matrimonio del G2 tra Usa e Cina comunque il crescendo di botta e risposta sulla questione del motore di ricerca statunitense Google pare proprio la fine della loro luna di miele. Ieri Pechino ha respinto con durezza le accuse lanciate dal segretario di stato americano Hillary Clinton contro la mancanza di libertà su Internet in Cina prendendo spunto dalla minaccia di Google di uscire dal paese asiatico dopo un tentativo di pirateria informatica cinese. Il portavoce del ministero degli esteri di Cina Mao Zhaoxu in una nota ha negato le imputazioni americane e ha “sollecitato gli Usa a rispettare i fatti e smettere di usare la cosiddetta libertà di internet per rivolgere accuse senza fondamento contro la Cina.” I fatti, secondo Pechino, sono che la questione di Google riguarda una complessa trattativa commerciale tra il governo e il gigante informatico, non la politica o la censura. Google infatti, quando le condizioni gli erano favorevoli, aveva accettato di essere in Cina secondo le regole cinesi. Più diretto e meno diplomatico è stato quanto ha scritto il popolare quotidiano Tempi Globali rivolto al pubblico cinese. “La cosiddetta libertà di internet americana è libertà sotto controllo americano,” ha detto il giornale riferendosi al fatto che anche il governo statunitense, come quello cinese, cerca di esercitare forme di gestione della rete. “Ci sono idee balzane in America che rendono la libertà di internet una politica di stato da predicare in altri paesi,” ha aggiunto Tempi globali. Qui la questione di Google si divide e si complica in Cina: c’è un impatto di politica di governo e di relazioni tra popolo cinese e americano. Sulle questioni di governo, funzionari cinesi hanno invitato a smorzare i toni, avvertendo che vi sono complesse questione bilaterali ancora da chiudere: la vendita di armi americane a Taiwan, la visita del Dalai Lama a Washington, entrambe osteggiate da Pechino, la questione del deficit commerciale americano verso la Cina. Tutte questi sono grossi problemi che rischiano di incrinare i rapporti ma che in realtà dovrebbero avere trovato dei modi di gestione che accontentano le parti. Più delicato è invece l’appello della Clinton sulla libertà di internet, che sembra riecheggiare appelli alla libertà di opinione lanciati dall’Occidente verso l’Urss oppressore. Solo che i cinesi di oggi non sono i cittadini sovietici di ieri. Secondo esperti di internet cinesi, i quasi 400 milioni di utenti del web di qui non si fidano del loro governo, che cerca di intromettersi nelle loro vite virtuali in rete, ma non si fidano nemmeno di altri governi, come quello americano, che ritengono ugualmente colpevoli di invasioni nella privacy dei cittadini. Ai tempi dell’Urss, molti cittadini sovietici si fidavano più degli appelli americani alla libertà che delle promesse di Mosca, ma in Cina è il contrario, se messi alle strette i cittadini si fidano più di Pechino. “Molta gente pensa: se Google era un vero paladino della libertà, perché fino ad adesso ha accettato le censure imposte dal governo cinese? Perché pensava che gli convenisse e ora pensa che non gli conviene più – spiega un esperto cinese – Perché ancora non ha abolito queste censure e non è uscita dal mercato cinese? Perché sta conducendo una trattativa commerciale con Pechino. Se le cose stanno così quali sono i veri fini di questa dichiarazione della Clinton? E comunque come non ci si può fidare delle censure di Pechino così non ci si può fidare né di Google né della Clinton.” In effetti, c’è stato un impatto profondo nelle relazioni bilaterali, secondo Shi Yinhong, professore di relazioni internazionali all’Università del popolo di Pechino. “La Cina aveva ammesso che ci sono aree dove si possono fare dei passi avanti, e poi la Clinton ha presentato i suoi commenti in pubblico paragonandoci a Egitto e Arabia saudita ha detto Shi – Perciò penso che il discorso sia la cosa meno diplomatica le Clinton abbia detto da un anno a questa parte.” D’altro canto la Cina vorrebbe mettere una pietra sulla vicenda. Molti commenti anti americani su internet sono stati eliminati e i più morbidi tra i cinesi notano che in fondo Egitto e Arabia saudita sono fedeli alleati degli Usa.
enditem |
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