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Mar 20th

MADE IN ITALY - Prato: smantellata filiera cinese

By alessandro

Oltre un milione i capi di abbigliamento recanti false etichettature Made in Italy e 80mila rotoli di tessuto irregolare, per 6.300 chilometri, sequestrati dalla Guardia di Finanza di Prato, in un'operazione che ha smantellato un'intera filiera cinese che importava e commerciava prodotti tessili e di abbigliamento in violazione di tutte le norme in materia di sicurezza e tutela dell'origine del prodotto.

Dopo una capillare attività investigativa, i finanzieri hanno deciso di intervenire in due aziende cinesi ubicate nella zona industriale di Prato: nella prima azienda è stata individuata e smantellata l’intera filiera del falso Made in Italy, che si sviluppava mediante l’importazione di migliaia di capi di abbigliamento finiti privi di indicazione di provenienza che venivano trasformati in Made in Italy con l’apposizione di specifiche etichette e di cartellini recanti nomi italiani di griffe di fantasia, in modo da aumentare la visibilità e la credibilità di una produzione nazionale. Trovati anche rotoli, per migliaia di metri, di etichette Made in Italy da tagliare e cucire sui vestiti. Oltre a sequestrare tutta la merce presente in azienda, i finanzieri hanno anche denunciato all’autorità giudiziaria un responsabile, per il reato di vendita di prodotti con false indicazioni (articolo 517 del codice penale). Nell’altra azienda, sono stati scoperti più di 80mila rotoli di tessuto senza l’etichettatura obbligatoria di composizione, importati direttamente dalla Cina e destinati in buona parte alle confezioni pronto-moda del distretto pratese ma, vista la quantità di prodotto, anche a numerosi clienti in ambito nazionale ed europeo.

L'operazione si inserisce si inserisce nell'intensificazione dei servizi volti a contrastare l'illegalità economico-finanziaria, previsti nel ''Patto per Prato Sicura'', recentemente rinnovato alla presenza del ministro dell'Interno Roberto Maroni.