Finita luna di miele Usa-Cina

Published by: alessandro on 26th Jan 2010 | View all blogs by alessandro
google-china.jpgFinita luna di miele Usa-Cina

La questione di Google sta avvelenando i rapporti bilaterali ma Pechino vorrebbe ancora arginare la deriva
di Francesco Sisci


PECHINO -- Se non è la fine del breve matrimonio del G2 tra Usa e Cina comunque il crescendo di botta e risposta sulla questione del motore di ricerca statunitense Google pare proprio la fine della loro luna di miele.

Ieri Pechino ha respinto con durezza le accuse lanciate dal segretario di stato americano Hillary Clinton contro la mancanza di libertà su Internet in Cina prendendo spunto dalla minaccia di Google di uscire dal paese asiatico dopo un tentativo di pirateria informatica cinese.

Il portavoce del ministero degli esteri di Cina Mao Zhaoxu in una nota ha negato le imputazioni americane e ha “sollecitato gli Usa a rispettare i fatti e smettere di usare la cosiddetta libertà di internet per rivolgere accuse senza fondamento contro la Cina.”

I fatti, secondo Pechino, sono che la questione di Google riguarda una complessa trattativa commerciale tra il governo e il gigante informatico, non la politica o la censura. Google infatti, quando le condizioni gli erano favorevoli, aveva accettato di essere in Cina secondo le regole cinesi.

Più diretto e meno diplomatico è stato quanto ha scritto il popolare quotidiano Tempi Globali rivolto al pubblico cinese. 

“La cosiddetta libertà di internet americana è libertà sotto controllo americano,” ha detto il giornale riferendosi al fatto che anche il governo statunitense, come quello cinese, cerca di esercitare forme di gestione della rete. “Ci sono idee balzane in America che rendono la libertà di internet una politica di stato da predicare in altri paesi,” ha aggiunto Tempi globali.

Qui la questione di Google si divide e si complica in Cina: c’è un impatto di politica di governo e di relazioni tra popolo cinese e americano.

Sulle questioni di governo, funzionari cinesi hanno invitato a smorzare i toni, avvertendo che vi sono complesse questione bilaterali ancora da chiudere: la vendita di armi americane a Taiwan, la visita del Dalai Lama a Washington, entrambe osteggiate da Pechino, la questione del deficit commerciale americano verso la Cina. Tutte questi sono grossi problemi che rischiano di incrinare i rapporti ma che in realtà dovrebbero avere trovato dei modi di gestione che accontentano le parti.

Più delicato è invece l’appello della Clinton sulla libertà di internet, che sembra riecheggiare appelli alla libertà di opinione lanciati dall’Occidente verso l’Urss oppressore. Solo che i cinesi di oggi non sono i cittadini sovietici di ieri.

Secondo esperti di internet cinesi, i quasi 400 milioni di utenti del web di qui non si fidano del loro governo, che cerca di intromettersi nelle loro vite virtuali in rete, ma non si fidano nemmeno di altri governi, come quello americano, che ritengono ugualmente colpevoli di invasioni nella privacy dei cittadini.

Ai tempi dell’Urss, molti cittadini sovietici si fidavano più degli appelli americani alla libertà che delle promesse di Mosca, ma in Cina è il contrario, se messi alle strette i cittadini si fidano più di Pechino.

“Molta gente pensa: se Google era un vero paladino della libertà, perché fino ad adesso ha accettato le censure imposte dal governo cinese? Perché pensava che gli convenisse e ora pensa che non gli conviene più – spiega un esperto cinese – Perché ancora non ha abolito queste censure e non è uscita dal mercato cinese? Perché sta conducendo una trattativa commerciale con Pechino. Se le cose stanno così quali sono i veri fini di questa dichiarazione della Clinton? E comunque come non ci si può fidare delle censure di Pechino così non ci si può fidare né di Google né della Clinton.”

In effetti, c’è stato un impatto profondo nelle relazioni bilaterali, secondo Shi Yinhong, professore di relazioni internazionali all’Università del popolo di Pechino.

“La Cina aveva ammesso che ci sono aree dove si possono fare dei passi avanti, e poi la Clinton ha presentato i suoi commenti in pubblico paragonandoci a Egitto e Arabia saudita ha detto Shi – Perciò penso che il discorso sia la cosa meno diplomatica le Clinton abbia detto da un anno a questa parte.”

D’altro canto la Cina vorrebbe mettere una pietra sulla vicenda. Molti commenti anti americani su internet sono stati eliminati e i più morbidi tra i cinesi notano che in fondo Egitto e Arabia saudita sono fedeli alleati degli Usa.

 

enditem

Commenti

5 Commenti

  • alessandro
    by alessandro 5 months fa
    Finita luna di miele Usa-Cina

    Google-Cina/ Frattini, scontro con Usa momento verita'Sabato, 23 Gennaio 2010 - 09:22
    Per il ministro degli Esteri, FrancoFrattini , lo scontro in atto sulla presenza di Google in Cinarappresenta un "momento della verita'". Le reazioni cinesi alduro intervento del segretario di Stato Usa, Hillary Clinton,"non vanno sopravvalutate, le relazioni non ne risentiranno",ha spiegato il titolare della Farnesina in un'intervista alla"Stampa". "Ma si tratta", ha aggiunto, "di un 'momento dellaverita', nel senso che la riaffermazione americana dellaliberta' di espressione e' coerente con l'attaccamento aivalori fondamentali. La replica testimonia difficolta' mentreci sono pulsioni centrifughe". Frattini, che lunedi' vedra' la Clinton a Washington, haribadito che l'Italia e' pronta ad applicare nuove sanzioniall'Iran, ma ha avvertito che "bisogna essere cauti: potrebberonon essere efficaci economicamente e occorre evitare che vengarinsaldata l'unita' interna colpendo il Paese nel suoorgoglio".
  • alessandro
    by alessandro 5 months fa
    Paal: "Questo è l'inizio
    di uno scontro tra due civiltà"





    L'ex consigliere di Reagan: le dittature potrebbero creare una Rete alternativa


    "La polemica sulla libertà su Internet segna l'inizio di un anno terribile nelle relazioni fra Stati Uniti e Cina". Parola di Douglas Paal, vicepresidente della Fondazione Carnegie a Washington, ex stretto collaboratore di Ronald Reagan e direttore per l'Asia nel Consiglio della sicurezza nazionale di George Bush sr.

    Perché crede che Hillary Clinton abbia scelto di porre con chiarezza a Pechino la questione della libertà su Internet?
    «L'America è fondata sulla libertà di parola, anche sul Web. Era un passo inevitabile e la recente scelta di Google di porre la questione della censura in Cina è stata un acceleratore».

    A suo avviso il caso-Google è stato determinante?
    «Hillary aveva già deciso di fare il discorso ma Google ha aggiunto un tassello importante: le aziende americane che operano in Cina convivono male con le rigide regole della censura locale. Sono un ostacolo alle loro attività».

    C'è un nesso fra il discorso di Hillary e quello fatto in autunno da Obama a Shanghai contro la censura su Internet?
    «Il governo cinese a Shanghai era riuscito a limitare la diffusione delle parole pronunciate da Obama nell'incontro con gli studenti. Ora Hillary ha dato una veste molto più ufficiale, governativa, all'importanza del tema per gli Stati Uniti».

    Si aspettava la dura replica delle autorità cinesi?
    «L'aspetto più interessante della loro risposta è costituito dall'articolo pubblicato su una rivista specializzata in commercio, nel quale si ricostruisce nei dettagli come Internet al momento sia gestito da una Ong che di fatto è un'emanazione del Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti...».

    E' un messaggio?
    «Certo, e neanche troppo velato. La Cina sta dicendo che se gli Stati Uniti insistono nell'imporre le proprie regole e i propri valori a Internet, la contromossa potrebbe essere creare un Internet alternativo, assieme a Nord Corea, Iran e ad altri Paesi che praticano la censura all'informazione. E' un approccio da guerra di mercato. D'altra parte non è forse vero che l'Europa vuole creare un sistema Gps alternativo a quello attuale basato sui satelliti Usa? Il governo americano non deve sottovalutare tali avvertimenti».

    Che impatto avrà il duello sulla libertà di Internet sulle relazioni fra Usa e Cina?
    «Ci suggerisce che siamo all'inizio di un anno che si annuncia terribile nelle relazioni bilaterali».

    Perché fa questa previsione?
    «Guardiamo il calendario per capire che cosa ci aspetta. In febbraio gli Stati Uniti proporranno al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite le nuove sanzioni contro il programma nucleare dell'Iran e già sappiamo che la Cina non le voterà. In marzo gli Stati Uniti vareranno un nuovo pacchetto di aiuti militari a Taiwan che a Pechino creerà forte irritazione, poi in aprile si terrà a Washington il summit tanto voluto da Barack Obama contro la proliferazione nucleare, al quale la Cina non parteciperà. Se a ciò aggiungiamo che fra i due Paesi esiste un ampio spettro di contenziosi commerciali irrisolti e che presto il presidente Obama potrebbe incontrare il Dalai Lama, leader dei tibetani in esilio, non è difficile comprendere come il nodo della libertà su Internet non è che la punta dell'iceberg che ci sta per piombare addosso».

    Ciò significa che l'intenzione degli Stati Uniti di avere nella Cina un partner strategico privilegiato a livello globale è a rischio?
    «Al momento entrambe le capitali hanno questo interesse ma le differenze esistenti sono destinate a diventare più palesi. Anche perché Washington, come il discorso di Hillary dimostra, sembra aver deciso di accelerare, di parlare chiaro su alcuni temi».
  • alessandro
    by alessandro 5 months fa
    Cina: non abbiamo bisogno di lezioni dagli Usa su Internet
    sabato 23 gennaio 2010 10:36
    Stampa quest’articolo[-] Testo [+]
    1 / 1Schermo interoPECHINO (Reuters) - La Cina non ha bisogno di lezioni su Internet da parte degli Stati Uniti: lo afferma oggi il numero uno di un'importante associazione cinese dei media online dopo che gli Stati Uniti hanno rimproverato Pechino sulla libertà d'informazione.
    Il discorso, pronunciato giovedì scorso dalla segretario di Stato Hillary Clinton, ha mostrato mancanza di rispetto nei confronti della Cina, che non può accettare che vengano poste condizioni su materie come la "sicurezza nazionale" o la "stabilità sociale", ha detto il presidente dell'Associazione dei media online di Pechino, Min Dahong.

    La polemica su Internet è andata ad aggiungersi alle questioni che in questo momento rendono più difficili le relazioni tra la prima e la terza economia del mondo: il commercio, le valutazioni monetarie, la vendita di armi dagli Usa a Taiwan e le tensioni sui diritti umani e il Tibet.

    "Come si sviluppa Internet in Cina e come viene gestito sono affari del popolo cinese", ha detto Min in un'intervista con il sito statale Xinhuanet.com.

    "Sulla questione di Internet, la Cina non ha bisogno di lezioni da parte degli Stati Uniti su cosa fare o come".

    Il discorso di Clinton ha criticato le cyber-politiche di Cina e Iran, tra gli altri paesi, e ha chiesto a Pechino di indagare sulle denunce di Google a proposito di attacchi hacker e censura.

    Google, numero uno dei motori di ricerca web, ha detto che potrebbe chiudere il sito in cinese google.cn e i propri uffici in Cina dopo un cyber-attacco che ha avuto origine in Cina e che ha colpito anche altre aziende e attivisti per i diritti umani che usano il servizio Gmail. Facebook, Twitter e YouTube sono bloccati in Cina, paese le cui autorità usano un firewall per impedire agli utenti di accedere a siti web con contenuti non ammessi dal Partito comunista cinese.

    "Il discorso del 21 gennaio di Hillary in cui si insinuava che in Cina non c'è libertà d'informazione e di parola è nei fatti irrispettoso e non regge", ha detto Min.

    -- Sul sito www.reuters.it le altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia
  • alessandro
    by alessandro 5 months fa
    Google-Cina: a rischio i segreti industriali

    Il fronte della “guerra fredda digitale” aperto in Cina si allarga e coinvolge altri Paesi. Ad innescare la miccia è stata la violazione dei server di Gmail da parte di cyber-spie cinesi che sono entrate nella posta di alcuni attivisti per i diritti umani. In risposta alla violazione della privacy dei suoi utenti e della proprietà intellettuale, Google ha tolto i filtri imposti dalla censura cinese al motore di ricerca e minacciato di lasciare il Paese.

    Yahoo si è schierato a fianco del rivale, che ha incassato anche l’appoggio del governo americano, mentre Microsoft ha fatto sapere che non ha nessuna intenzione di abbandonare il primo mercato al mondo di internet con i suoi 384 milioni di utenti.

    Eppure la battaglia rischia di danneggiare anche Microsoft. La violazione dei server di Google, e di altre aziende occidentali che operano in Cina, è avvenuta utilizzando una falla di Internet Explorer. Prima conseguenza: il governo tedesco è sceso in campo consigliando agli internauti di non utilizzare il browser di Microsoft perché “mette a rischio la sicurezza dei pc”.

    Dietro a questa battaglia non ci sono solo questioni di privacy o etiche. C’è soprattutto la paura-consapevolezza che i cinesi – abilissimi nel copiare – potrebbero appropriarsi dei segreti industriali che sono alla base del successo di molte aziende occidentali (come l’algoritmo di Google) per imporre poi sul mercato i loro prodotti-fotocopia.
  • alessandro
    by alessandro 5 months fa
    Google Nexus One non verrà presentato in Cina




    Prosegue il braccio di ferro tra la Cina e Google: dopo l’accusa da parte dell’azienda americana di censura da parte del Governo cinese e di attacchi da parte di hacker, ha deciso di non presentare a Pechino il suo nuovo smartphone il Google Nexus One .

    Sembra proprio che Google faccia sul serio, infatti una fonte anonima ha fatto sapere che quelli di Mountain View sono decisi a non presentare il Google Nexus One in suolo cinese (a Pechino come era logico aspettarsi) ma saranno solo ad Hong Kong e a Taiwan per mostrarlo agli sviluppatori di quelle regioni. Ma questo problema potrebbe avere ripercussioni ancora più gravi se si pensa che il sistema operativo Google Android potrebbe subire la stessa sorte e che quindi non venire distribuito in Cina (quindi problemi anche per i produttori di cellulari che vorrebbero presentare o produrre terminali con queste caratteristiche).

    Per il resto ancora i rapporti tra i due sembrano abbastanza tesi e freddi, quindi sarà difficile arrivare ad una soluzione nel breve termine. Senza contare che tra i due potrebbe posizionarsi un terzo contendente che potrebbe assecondare le intenzioni censorie da parte della Cina e quindi soffiare il mercato dei motori di ricerca a Google.
Please login or sign up to post on this network.
Click here to sign up now.